Stonex STX S è stata la prima scommessa vinta dalla società italiana Stonex Very Smartphone, che non si è seduta sugli allori e, cavalcando quest’onda di successo, ha lanciato il nuovo Stonex STX Ultra. Le differenze rispetto al precedente terminale sono diverse, è come se venisse a delinearsi una nuova famiglia di prodotti basata sul design, un po’ come LG ha fatto con gli Optimus. Vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di STX Ultra, passando prima dalle specifiche tecniche e, poi, le considerazioni su circa 3 settimane di utilizzo.
Sommario specifiche tecniche
| Sistema Operativo | Android 4.2 |
| CPU | Quad Core MT6589 1.2Ghz |
| Memoria RAM | 1 GB |
| Display | 5” LCD |
| Risoluzione | 1280×720 |
| Memoria archiviazione | 8 GB microSD inclusa, espandibile fino a 32 GB |
| Batteria | 2000 mAh |
| Fotocamere | 8 MP posteriore / 2 MP anteriore |
| Dimensioni | 142 x 72,9 x 8,3 mm |
| Peso | 144 gr (batteria inclusa) |
Caratteristiche fisiche
Confezione, design ed ergonomia
Nel paragrafo di presentazione si mette in evidenza una piccola scelta dei progettisti: STX Ultra, nel suo piccolo, segna una nuova famiglia di prodotti per la società. La motivazione risiede nel design, perché il nuovo terminale Stonex è decisamente più elegante e fine del predecessore, a cominciare dalla confezione, uno di quei dettagli che, personalmente, apprezzo molto proprio perché sottovalutato dai più.
STX S è confezionato in modo particolarmente originale, cosa che mi colpì molto in sede di unboxing. Con STX Ultra, la società italiana si è addirittura superata rendendo la confezione ancor più di classe. La scatola è quasi completamente nera, presentando tutti i dettagli del caso: sulla superficie frontale notiamo il logo dello smartphone; sulla cornice di apertura è stampato, invece, il logo della società. Ai lati troviamo nuovamente i due riferimenti, rispettivamente al top e al bottom. La finezza dei dettagli all’esterno della scatola si riflette anche all’interno: dopo aver aperto la confezione – con apertura verso l’alto – troviamo subito il cellulare poggiato su un cartoncino ritagliato su misura con comoda linguetta per prendere il device. Rimosso lo smartphone, possiamo recuperare il manualetto d’istruzioni da una bella confezione di cartone, fino ad arrivare agli accessori – cavo USB-miniUSB, cuffie e mini caricabatterie.
Quasi tutto il contenuto della confezione è nero, con il logo della società stampato leggermente in rilievo. Stupisce, invece, che gli accessori siano di colore bianco: non è da escludere la possibilità che la confezione del prodotto arrivato in test non rispecchi completamente le caratteristiche di quella in vendita.
Il colore nero come tonalità predominante è la prima differenza di design che porta in dote STX Ultra: passiamo dal bianco con dettagli argentati di STX S, ad un terminale completamente nero con superficie leggermente gommata sul retro per favorire la presa. Stonex ha cercato di migliorarsi molto sotto l’aspetto ergonomico, ed i risultati sono evidenti. STX S è uno dei terminali più pesanti e ingombranti, mentre STX Ultra è tra i più leggeri e, con soli 8,3 mm di spessore, uno dei più comodi. Con queste caratteristiche, risulta comprensibile la scelta di sostituire la plastica sul retro con una superficie gommata, limitando il rischio che lo smartphone possa scivolare accidentalmente.
Passando ai dettagli, è stato eliminato il tasto di blocco/sblocco dell’orientamento, per alcuni utile, per altri un po’ fastidioso, pertanto troviamo esclusivamente il turner del volume ed accensione/spegnimento – posto sul lato destro anziché al top. Frontalmente è presente ancora il LED di stato, anche se più piccolo, sulla griglia degli altoparlanti frontali, affiancati da fotocamera 2MP e sensori di prossimità ed illuminazione. Sul retro, oltre ai dettagli estetici che riportano il doppio logo visto sulla scatola, trovano spazio fotocamera LED da 8MP, microfono ed altoparlanti. La connessione microUSB e il jack per le cuffie sono posti sul top della carcassa, mentre al bottom c’è il secondo microfono molto utile con lo smartphone poggiato su un piano.
Nell’uso quotidiano
Caratteristiche di progettazione
La prova di Stonex STX S non aveva evidenziato particolari difetti di progettazione, se non tasti soft touch poco sensibili. Imparando dai propri errori, Stonex ha risolto anche questo piccolo particolare, ed ora i tasti soft touch – come sempre parliamo di Strumenti, Home e Back – rispondono egregiamente al tocco. L’eliminazione del tasto di blocco/sblocco orientamento dello schermo è un piccolo boomerang: adesso il terminale è ancor meno ingombrante, a prescindere dalle dimensioni, ma ha una funzionalità in meno che alcuni sfruttavano. Piuttosto che eliminare il tasto, una scelta più sarebbe stata quella di poterlo configurare con un’azione veloce.
Il LED di stato è piuttosto piccolo e le notifiche non sono evidenti anche perché, all’arrivo di un nuovo elemento, lo schermo non si illumina automaticamente. Su questo aspetto si doveva fare di più, ma con le diverse app in circolazione, è possibile trovare facilmente una soluzione al problema.
La capacità della batteria segna un piccolo passo indietro, passando dai 2100 mAh ai 2000 mAh, scelta un po’ in contrasto con l’aumento della dimensione del display e il passaggio ad Android 4.2 che apre le porte ad applicazioni più dispendiose. Probabilmente, i progettisti sono stati costretti ad optare per una batteria meno capiente pur di soddisfare le richieste degli analisti. Come si riflette questa scelta in termini di utilizzo è molto semplice: STX S arriva abbondantemente a notte inoltrata facendo un po’ di tutto – comprese chiamate da oltre 2 ore – mentre STX Ultra comincia a mostrare segni di cedimento verso le 21, segnando comunque buone performance. Tuttavia, con uso relativamente intensivo, l’allarmante avviso del 15% di batteria residua viene mostrato anche attorno alle 17.
Schermo, Applicazioni e multimedialità
STX Ultra fa un buon passo in avanti in termini di display, raggiungendo i 5” con risoluzione in alta definizione. I 0,5” portano un paio di millimetri aggiuntivi anche se lo spazio risulta più compatto rispetto al predecessore, come ampiamente detto.
La luminosità del display è abbastanza buona, ma ciò che impatta notevolmente sulla qualità dello schermo è l’alta risoluzione, che aumenta l’efficacia della lettura o dell’usabilità durante la navigazione web. I colori sono piuttosto fedeli alla controparte reale – ad esempio file video o siti web – ma il contrasto non altissimo e si perde vivacità soprattutto su colori accesi.
I sensori della fotocamera risultano nella media. Rispetto ad STX S, perdiamo 1 MP sulla fotocamera frontale, che non è affatto una tragedia in quanto permette di registrare comunque a 720p con 30 fps; tuttavia, il passaggio ad Android 4.2 ci permette di utilizzare tutte le nuove feature previste per l’applicazione nativa, come l’HDR. Le foto vengono scattate abbastanza bene, sulla stessa lunghezza d’onda del predecessore, che non aveva affatto sfigurato considerato il prezzo.
Ottima la navigazione web col browser stock, che non subisce mai rallentamenti di carattere hardware o software, anche sotto copertura 3G.
Prestazioni hardware
Stonex STX Ultra monta un Quad Core 1,2Ghz, affiancandosi agli altri concorrenti Dual Sim della stessa fascia di mercato. Fin dalle battute iniziali con questo smartphone, mi sono accorto che il suddetto passaggio di tecnologia hardware non basta a supportare completamente Android 4.2 e le applicazioni attuali. STX Ultra arranca – e non poco – anche nelle operazioni basilari, come l’apertura di un Messenger o la scrittura di sms. Spesso e volentieri un avviso ci informa che l’applicazione è stata terminata in modo anomalo, mentre scrivendo un sms possiamo notare la lettura del carattere ma non la reale trasposizione sul testo scritto, probabilmente a causa dell’affaticamento portato dall’applicazione – per la precisione, SwiftKey combinato a Messaggi o WhatsApp. Le colpe vanno divise quasi equamente tra cpu e memoria RAM, anche se la recente prova con un altro smartphone della stessa fascia ha evidenziato che, caratteristiche alla mano, 1.2 Ghz e 1 GB RAM bastano e avanzano per tutte le operazioni comuni. Con queste considerazioni, appare evidente che non si tratta tanto di capacità dei componenti, quanto di scelte infelici a livello componenti; da escludere completamente il software – il ripristino non ha risolto nulla.
Più avanti, i benchmark eseguiti sul dispositivo, che evidenziano quanto detto precedentemente: i test mostrano che i punteggi ottenuti da STX Ultra sono di poco inferiori a PhonePad G530, ma tanto basta per ottenere i frequenti errori dettati poc’anzi.
Infine, da segnalare due strani problemi tecnici: in occasioni piuttosto casuali, la microSD non viene più rilevata e parte automaticamente la sincronizzazione della memoria, fortunatamente senza effetti collaterali; collegando lo smartphone al PC con qualsiasi opzione, il terminale non mette a disposizione le foto presenti in galleria. Il primo difetto non è particolarmente fastidioso, mentre il secondo mi ha costretto a condividere i file della galleria attraverso Dropbox.
Benchmark
AnTuTu Benchmark v 4.0.2
Punteggio totale: 13233; Samsung Galaxy S2 < STX Ultra < HTC One X
Quadrant Standard v 2.1.1
Punteggio totale: 3903; Motorola ATRIX 4G < STX Ultra < Asus Transformer Prime TF201







