Cambiare il dominio del proprio sito Web è un’operazione delicata, in quanto entrano in gioco una serie di problemi tecnici e specifici dei motori di ricerca – tra cui SEO e indicizzazione. Quando ci si trova a cambiare dominio, molto spesso si coglie l’occasione anche per spostarsi su un nuovo hosting Web; i motivi per cui farlo possono essere diversi, tra cui:

  • Il sito è lento;
  • Il sito è spesso irraggiungibile;
  • I tool online indicano un basso indice di User Experience o performance score;
  • Non si è contenti dell’assistenza ricevuta e dei servizi dell’hosting;
  • Le risorse allocate sono insufficienti

A seguito del cambio dominio di NextGen Tech, programmato da gennaio ed effettuato a metà febbraio 2016, io stesso mi sono trovato nella situazione di dover scegliere un nuovo hosting Web su cui ospitare questa piattaforma e, se possibile, spostare i miei siti personali sotto un nuovo provider più potente e funzionale dopo la deludente – ma economica – esperienza con Netsons.

La mia scelta è ricaduta su SiteGround, l’hosting Web più apprezzato in Europa. In questo articolo vi parlo della mia esperienza con il provider e dei servizi; prossimamente, vi presenterò tutte le azioni che ho intrapreso per migliorare la velocità del dominio e dell’infrastruttura WordPress legata a NextGen Tech, potenziandone SEO ed indicizzazione.

SiteGround: la scelta

Per quanto mi riguarda, i motivi che mi hanno spinto a cercare un hosting diverso da Netsons per la nuova dimensione di NextGen Tech (precedentemente ospitato su un server con poche risorse) sono una combinazione dei problemi elencati prima. Su Netsons, cui server sono ospitati presso il Caldera Datacenter di Milano, avevo due domini poco esigenti ma con un page load piuttosto alto.
Specifico che il mio piano, per entrambi i domini, era quello base: Hosting professionale condiviso. Si tratta di un piano tutto sommato vantaggioso per landing page o siti Web aggiornati poco frequentemente e con basse aspettative di visite, e davvero economico.
Tuttavia, il server impiegava anche 5-10 secondi per il caricamento completo delle pagine (homepage e non) ed in presenza delle gallery faticava non poco a raggiungere il 100% del load page in tempi accettabili.

Le Review

Sebbene per i miei siti personali mi potevo accontentare del servizio base di Netsons, per una piattaforma come NextGen Tech, aggiornata di continuo, con contenuti ricchi e corposi e seguita da un numero di visitatori piuttosto alto, dovevo necessariamente puntare a qualcosa di più stabile, funzionale e completo.
Quando siamo intenzionati ad acquistare un prodotto, la prima cosa che facciamo è cercare in rete quali sono i top del settore – e se non lo fate, prendetela come buona abitudine prima di ogni acquisto. A tal proposito, ho scritto un articolo su 7 consigli per stare sereni acquistando online.
Così, ho cominciato a guardarmi attorno cercando anzitutto un datacenter all’estero, mediamente più veloci di quelli presenti in Italia. Cercando il meglio, ed intendo letteralmente con la chiave di ricerca “best hosting web”, mi sono imbattuto in 3 classifiche/review interessanti:

sitegroundreview

Cercare classifiche come queste è il punto di partenza della ricerca, in quanto offrono una panoramica grossolana dei servizi che spesso trascura alcuni aspetti trattati meglio in altre review, e così via. Così, partendo da questi score, ho cominciato a visitare i vari hosting menzionati, analizzando i vari piani previsti. Ciò che mi ha colpito di SiteGround, che è stato il primo host a cui ho dato un’occhiata, è quel People’s Choice 2015 su WhoIsHostingThis. In quella classifica, SiteGround si è piazzato al primo posto non solo per il redattore, ma anche per gli utenti, ottenendo uno score di 4/5 stelle su 634 recensioni, media più rilevante rispetto al diretto concorrente InMotion.
Dando un’occhiata alle altre classifiche, su HostingAdvice SiteGround viene scelto per la categoria del supporto clienti e prende il massimo score globale (l’unico assieme a eHost, che però vince la palma del risparmio). Infine, su PCMag paga il prezzo dell’hosting condiviso che, però, non è aggiornato a quello attuale (3.95€ per mese contro i 9.95$ indicati).

Prima di entrare nel merito dell’hosting, devo specificare una cosa importante: SiteGround prevede supporto in lingua italiana. L’hosting è completamente in italiano, dal supporto (documentazione e chat) al CPanel. Un’ottima cosa per chi non ha familiarità con l’inglese e i termini tecnici, anche in virtù di un sistema di assistenza rapido e competente.

I piani

I servizi messi a disposizione da SiteGround si dividono in 3 macro-categorie:

  • Hosting condiviso: quello più diffuso, indicato per consumer e PMI
  • Hosting cloud: soluzione professionale per le grandi imprese
  • Hosting dedicato: soluzione ad infrastruttura dedicata e privata

In particolare, l’hosting condiviso viene proposto con 3 piani classificati in base al numero di visitatori aspettato e ai servizi garantiti: StartUp, GrowBig, GoGeek.

Prezzi aggiornati al 12/2018

Le feature garantite a partire dal piano base, StartUp, sono comuni ad altri hosting, ma rispetto alla mia esperienza con Netsons posso contare su servizi aggiuntivi, come:

  • Database MySQL illimitati (Netsons ne garantisce 5)
  • CloudFlare CDN
  • Backup giornaliero gratuito
  • 30 giorni soddisfatti o rimborsati
  • Trasferimento gratuito del sito Web
  • 9% Uptime (importantissimo)

Come se non bastasse, il GrowBig mette a disposizione SuperCacher, 30 copie di backup e 1 anno gratuito di certificato SSL.
Infine, GoGeek, il piano più costoso, prevede pochi utenti sul server (e quindi una condivisione delle risorse più flessibili) e conformità di sicurezza PCI.
Sia GrowBig che GoGeek mettono a disposizione gli Addon Domain, ovvero la registrazione di domini aggiuntivi da controllare sotto un unico account SiteGround, condividendone le risorse del piano scelto.
Il costo di un dominio aggiuntivo è di 14.58€, IVA inclusa.

Configurazione e servizi

Trasferimento di un sito Web esistente

Una volta scelto il piano più adatto per il proprio sito Web in termini di utenza, carico e risorse, è possibile registrare un nuovo dominio o trasferire un dominio esistente, se già attivo su Internet con un altro provider. In questo caso, SiteGround mette a disposizione, gratuitamente, il trasferimento dell’intero sito Web, togliendo all’utente il fastidio (e anche il lato tecnico) di dover scaricare i file dal vecchio hosting e caricarli sul nuovo tramite FTP, per poi riconfigurare il tutto, se necessario. La procedura di trasferimento è semplicissima e documentata, come tutto del resto.
Personalmente, non ho usufruito di questa possibilità in quanto preferisco farmi carico della gestione di ogni aspetto del mio sito Web; tuttavia, lo ritengo un servizio incredibilmente utile per chi ha poca dimestichezza in questo ambito. Tra l’altro, l’esauriente documentazione di SiteGround prevede anche una sezione dedicata al trasferimento manuale dei file, con help riguardo il FTP.

Tempi di registrazione

L’attivazione di un nuovo dominio è immediata, ma richiede qualche ora per la propagazione dei DNS. Nel mentre, è possibile controllarne lo stato su servizi online come WhatsMyDNS.
Il trasferimento di un sito Web esistente richiede, invece, circa 24 ore. In questo caso, ad avvenuta attivazione del servizio bisogna ricordarsi di cambiare i DNS del dominio, impostando quelli del nuovo hosting. Anche in questo caso è presente la documentazione a riguardo.
Tra le chicche del servizio vi è anche un alert automatico dal supporto: se l’hosting non registra alcuna azione sul dominio dopo un certo numero di ore dall’attivazione, ci arriverà un’email Getting Started.

CPanel

Una volta eseguito il login alla Customer Area di SiteGround, ci troveremo all’interno del CPanel. Come detto precedentemente, gli eventuali domini aggiuntivi sono gestiti nello stesso account e, dunque, “incapsulati” nel proprio CPanel. È possibile definire un account FTP per ogni dominio aggiuntivo, oppure gestire tutto attraverso il profilo principale.
L’homepage del CPanel si suddivide in due aree: a sinistra c’è la sidebar, contenente le informazioni tecniche (name server, risorse residue, ecc…); al centro, troviamo i vari container per classi di servizio (gestione domini, database con PHPMyAdmin, email, file, backup, ecc…).

Performance

In termini di performance, SiteGround mette a disposizione una serie di servizi importantissimi per sfruttare il Web caching e il minify, strategie moderne ed efficienti per velocizzare il caricamento delle pagine. Sebbene sia possibile intraprendere queste migliorie manualmente o attraverso applicazioni di terze parti (come plugin specifici per WordPress) con SiteGround è possibile gestire tutto tramite il proprio account e con pochissimi click, accedendo ai seguenti servizi:

Discuterò delle performance con un articolo di approfondimento in cui elencherò le azioni (e le contromisure) che ho intrapreso per aumentare lo score di Pagespeed di NextGen Tech e altri siti Web che gestisco.

Live chat

Le lodi fatte al supporto tecnico dai redattori delle 3 classifiche menzionate ad inizio articolo si sono rivelate assolutamente veritiere. Ho avuto modo di interfacciarmi con il supporto clienti prima e dopo l’acquisto del piano, sia per informazioni di carattere tecnico che per curiosità legate ai servizi.
Il personale si è dimostrato capace, gentile e preparato; i tempi di attesa sono bassissimi (a dispetto della coda, che forse viene conteggiata male) ed anche il botta e risposta è immediato e puntuale.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
Non stupitevi se vi dico che dopo aver provato SiteGround ho trasferito i miei siti Web pre-esistenti, togliendoli dai server di Netsons. L’hosting di SiteGround - con datacenter ad Amsterdam, per quanto mi riguarda - si è rivelato veloce e semplice da utilizzare, con una documentazione meticolosa composta da diversi tutorial e, all’occorrenza, supportati da personale preparato e veloce. Il servizio mette a disposizione una serie di elementi interessanti ed utility di ottimizzazione fin dal piano base. L’upgrade è costoso ma, oltre a garantire servizi aggiuntivi, permette anche la definizione di domini aggiuntivi sotto un unico servizio. Dalle classifiche “best hosting Web” alla palma di People’s Choice, mi sento di dire che ogni riconoscimento è frutto della maturata garanzia del servizio, costruita negli anni. Per quanto mi riguarda, sono soldi ben spesi, senza dubbio.
9,5
Servizi StartUp 9 Servizi GrowBig/GoGeek 9,3 Servizi extra e di ottimizzazione 9,5 Supporto e documentazione 9,5
PRO
Affidabile e solido
Supporto tecnico incredibile
Completo e altamente personalizzabile
Adatto ad ogni contesto
CONTRO
Nulla da segnalare

2 Responses

  1. Alberto Casagrande

    Sono passato da bluehost a Siteground e devo dire che la velocità di
    caricamento delle pagine e’ di molto migliorata (se si visita il sito in
    Italia). MA quando superi il limite di visite giornaliere, ti ‘bloccano’ temporaneamente il sito per 24 ore, a differenza
    di bluehost che invece ti manda offline il sito per 2 minuti e poi si
    riprende subito. Comunque sia rimane per me il migliore…

    Rispondi
    • Angelo

      Ovviamente concordo. L’unico consiglio che voglio darti è di cercare di non caricare troppo i servizi in back-end (se usi un CMS, intendo plugin e simili) se hai attivato CloudFlare.
      Appena avrò tempo farò un articolo dedicato alle ottimizzazioni e come ho migliorato lo speed page in generale.

      Rispondi

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