Creare un sito web partendo da una cartella vuota, senza saper programmare e senza spendere soldi in hosting fin dal primo giorno: sembrava una di quelle cose che richiedono almeno un weekend di tutorial e qualche momento di panico davanti a uno schermo bianco. Nel video allegato a questo articolo ho fatto esattamente questo – in circa un’ora, in locale sul mio PC, con tre strumenti e un piano molto semplice. Questo articolo accompagna il video spiegando perché ho scelto quegli strumenti, cosa succede dietro le quinte e cosa puoi aspettarti di trovare se provi a replicarlo.

Come creare un sito WordPress in locale con Laragon e Claude: guida all’approccio

Perché Laragon al posto di XAMPP

Chi ha già provato a installare WordPress in locale conosce XAMPP: funziona, ma richiede configurazione, ha un pannello di controllo che nel 2026 si porta dietro un’estetica datata, e soprattutto parte sempre con Apache e MySQL come servizi separati che bisogna ricordarsi di avviare manualmente.

Laragon fa la stessa cosa, ma senza quelle frizioni. Si scarica, si avvia, si clicca su “Avvia tutto” e i servizi sono attivi. Niente configurazioni di porte, niente conflitti con altri programmi, niente file da modificare a mano prima ancora di aver scritto una riga. Supporta PHP in versioni diverse (utile se si lavora su più progetti), include PHPMyAdmin per gestire i database da browser e crea automaticamente i record DNS locali per ogni cartella presente nella directory www.

Quest’ultimo punto è il dettaglio più pratico: se crei una cartella chiamata nuovapenna dentro www, Laragon la raggiunge automaticamente all’indirizzo nuovapenna.test. Nessuna modifica al file hosts di Windows, nessun riavvio. Funziona e basta. Per chi lavora su più siti in locale contemporaneamente è una differenza enorme rispetto alla gestione manuale di XAMPP.

La struttura del progetto e come funziona il workflow

Il flusso di lavoro che si vede nel video è volutamente lineare, pensato per chi non ha mai montato un ambiente di sviluppo locale. In sintesi:

Si parte scaricando Laragon e avviando i servizi. Si scarica WordPress e si copia il contenuto nella cartella creata dentro www. A quel punto Laragon riconosce automaticamente il nuovo sito e lo rende raggiungibile dal browser. Da qui si parte con Claude.

Il punto in cui Claude cambia le cose non è la generazione del tema – che sarebbe già abbastanza – ma il fatto che gestisce l’intera catena di operazioni che di solito portano via tempo senza produrre nulla di visibile: la creazione del database, la scrittura del file wp-config.php con le credenziali corrette, l’installazione guidata di WordPress e la predisposizione della struttura iniziale del sito. Tutto questo avviene in risposta a un singolo prompt ben strutturato, senza dover aprire PHPMyAdmin a mano, senza dover ricordare la sintassi del file di configurazione, senza navigare tra schermate di installazione.

Nel video ho intenzionalmente usato un prompt semplice – non ottimizzato, non ingegnerizzato – per dimostrare che non serve essere esperti di intelligenza artificiale per ottenere risultati concreti. Il modello capisce il contesto dall’IDE integrato, vede la struttura della cartella e agisce di conseguenza.

Claude integrato nell’IDE: cosa cambia nella pratica

Claude Pro (circa 20 euro al mese) è l’unico investimento necessario di questo setup. Non perché le alternative non esistano, ma perché l’integrazione nativa con gli IDE tramite estensione ufficiale – nel video uso Visual Studio Code – cambia il modo in cui il modello lavora rispetto all’interfaccia web.

Quando Claude è collegato all’IDE, vede i file del progetto in tempo reale. Non stai incollando frammenti di codice in una chat e sperando che il contesto sia sufficiente: il modello legge la struttura della cartella, capisce cosa c’è già e cosa manca, e può modificare i file direttamente senza che tu debba copiare e incollare nulla. Questo riduce gli errori, accelera l’iterazione e rende possibile una conversazione sul codice molto più naturale.

La modalità Plan – quella che nel video attivo prima di far partire Claude – è uno degli strumenti più utili in questa fase. Prima di toccare qualsiasi file, Claude elabora un piano di azione e lo mostra: puoi leggerlo, modificarlo, chiedere di cambiare qualcosa, e solo quando sei soddisfatto del piano dai il via all’esecuzione. Su interventi complessi è quasi sempre la scelta giusta – su un sito esistente con logiche già in piedi, agire senza un piano produce quasi sempre effetti collaterali indesiderati.

La differenza tra un nuovo sito e un sito esistente

Nel video mi concentro su un’installazione da zero, ma durante la spiegazione accenno brevemente al caso opposto: vuoi portare in locale una copia di un sito già online per modificarlo senza rischi. Il flusso cambia leggermente ma l’approccio con Claude rimane lo stesso.

In questo caso, invece di scaricare WordPress pulito, scarichi il contenuto della cartella public_html dal tuo FTP e lo copi nella directory di Laragon. Poi devi:

  • Importare il database tramite PHPMyAdmin (o chiedere a Claude di farlo guidandoti);
  • Aggiornare i campi siteurl e home nella tabella wp_options per puntare all’indirizzo locale;
  • Modificare wp-config.php con le credenziali del database locale.

Claude gestisce bene tutti e tre questi passaggi se gli spieghi che stai lavorando su una copia locale di un sito esistente. La differenza rispetto a farlo a mano è soprattutto sulla velocità e sul rischio di errori di battitura nelle credenziali – piccolo dettaglio che su un database di produzione può far perdere mezz’ora prima di capire dove sta il problema.

Cosa succede dopo: il sito c’è, adesso si personalizza

Nel video si vede abbastanza chiaramente cosa produce Claude partendo da un prompt descrittivo: una struttura completa con tema, layout di base, categorie, articoli placeholder, animazioni e alcune impostazioni predisposte – commenti, footer, struttura delle pagine. Non è un tema perfetto, ma è un punto di partenza solido, molto più di una schermata di installazione vuota.

Da quel momento in poi il lavoro diventa iterativo: si raffina il menu, si cambia il layout di qualche sezione, si aggiungono o rimuovono elementi, si aggiustano i colori. Ogni intervento può essere richiesto a Claude in linguaggio naturale, con risultati che nel video si vedono abbastanza chiaramente: dalla struttura iniziale, con una serie di richieste in chat, si arriva a qualcosa di molto più vicino a un sito reale.

Il limite reale di questo approccio non è la qualità del codice prodotto – che è generalmente buona – ma la necessità di sapere cosa chiedere. Chi ha un’idea chiara del risultato finale ottiene risultati migliori di chi parte senza una direzione. Non serve saper programmare, ma serve saper descrivere: colori, struttura, tono del sito, tipo di contenuti. Più dettagli si danno nel prompt iniziale, meno iterazioni servono dopo.

Perché proprio questo setup e cosa viene dopo

La scelta di usare Claude anche per lo sviluppo – e non solo come assistente per i testi – ha una ragione precisa che nel video accenno solo di sfuggita: nel prossimo episodio di questa serie vedremo Claude Design, una delle funzionalità più recenti dell’abbonamento Pro di Anthropic. Averlo già integrato nell’IDE e aver costruito il sito con lo stesso strumento crea una continuità di contesto che nell’episodio successivo diventa un vantaggio concreto.

Per chi non ha ancora familiarità con Claude Design: è una modalità orientata alla progettazione visiva che permette di lavorare sull’aspetto di un sito o di un’interfaccia in modo molto più diretto rispetto alla chat tradizionale. Unita a ciò che abbiamo costruito in questo primo episodio, diventa quella che nel video chiamo “una combo devastante” – e il prossimo episodio mostrerà perché.

Se sei arrivato fin qui senza ancora aver visto il video, il consiglio è di guardarlo: leggere i passaggi aiuta a capire la logica, ma vederli in tempo reale – con gli errori inclusi, come specificato nella descrizione – è un’altra cosa.