Per anni l’ingresso di casa è stato l’unico angolo dell’abitazione a non aver beneficiato della rivoluzione smart home: termostati, prese, lampadine e persino i citofoni si sono evoluti, ma lo spioncino – quel piccolo foro con lente che permette di sbirciare chi è sul pianerottolo – è rimasto fermo agli anni Sessanta. EZVIZ, marchio specializzato in sicurezza domestica connessa nato all’interno dell’ecosistema Hikvision, ha deciso da tempo di cambiare le cose: già nel 2018 il suo DP1 si era guadagnato un premio ai CES Innovation Awards come uno dei primi spioncini digitali della categoria. Oggi l’azienda torna sul tema con EP4, un dispositivo che porta la risoluzione 4K, il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale e un grande display touch direttamente sulla porta. È un prodotto pensato soprattutto per chi vive in condominio, dove il pianerottolo è uno spazio condiviso e la gestione della privacy diventa un tema delicato quanto la sicurezza stessa.

EZVIZ EP4 – Recensione

Anatomia di un occhio elettronico

Apri la confezione di EP4 e trovi due elementi principali: il modulo esterno, quello che va a sostituire la lente tradizionale dello spioncino, e il pannello interno con schermo touch da 5,5 pollici, che si fissa sul retro della porta. A completare la dotazione ci sono le viti (tre misure diverse a seconda dello spessore della porta) e le piastre di fissaggio, un cavo per la ricarica e la documentazione di base che, sfortunatamente, rimanda alla manualistica online. Il modulo esterno è la parte più compatta dei due: ospita la fotocamera con sensore 4K, una lente con apertura F1.6 – pensata per raccogliere più luce possibile e migliorare le riprese notturne – e un campo visivo molto ampio, intorno ai 155 gradi, che permette di inquadrare buona parte del pianerottolo anche da distanza ridotta. Accanto all’obiettivo trova posto il sensore PIR (un rilevatore di movimento a infrarossi passivo) che si occupa di accorgersi della presenza di una persona prima ancora che la telecamera registri qualcosa, contribuendo a risparmiare batteria e a innescare le notifiche giuste.

Il pannello interno è invece il vero centro nevralgico del sistema, e ricorda per dimensioni e proporzioni un piccolo citofono touch o un tablet compatto. Lo schermo a colori da 5,5 pollici occupa la maggior parte della superficie frontale, lasciando ai margini solo lo spazio per il sensore di prossimità. È qui che risiede anche la batteria, un’unità ricaricabile da 7.100 mAh che alimenta l’intero sistema senza bisogno di collegamenti elettrici fissi – un dettaglio non scontato per un dispositivo del genere, che lo rende installabile anche su porte blindate dove portare un cavo sarebbe complicato. L’unità, infatti, può essere staccata e ricaricata tramite normalissima porta USB-C.

Sul fronte dei materiali, EZVIZ ha scelto componenti plastici di buona fattura per il pannello interno, con finiture che cercano di richiamare quelle di un piccolo elettrodomestico smart piuttosto che di un accessorio di sicurezza vero e proprio. Il modulo esterno, più esposto a urti e curiosità, presenta invece superfici metalliche più rigide attorno all’obiettivo. Il dispositivo è disponibile in due finiture – oro e argento – una scelta che può sembrare superficiale ma che in realtà ha senso per un oggetto che resterà a vista su una porta d’ingresso, magari condominiale, per anni: poter scegliere la tonalità che si intona meglio con la maniglia o con la targhetta del citofono non è un dettaglio da sottovalutare.

L’installazione è probabilmente la parte più intelligente del progetto sul piano del design: EP4 è pensato per sfruttare il foro già presente sulla porta, lo stesso in cui alloggiava lo spioncino tradizionale, evitando quindi forature aggiuntive o interventi invasivi. Per la maggior parte delle porte basta un cacciavite e qualche minuto, e questo lo rende un prodotto accessibile anche a chi non ha alcuna esperienza con il fai da te o non vuole intaccare l’estetica della porta. È una scelta progettuale che racconta bene la filosofia del prodotto: tecnologia avanzata, ma incorporata in un oggetto che deve restare discreto, leggero da installare e che non stravolge l’aspetto dell’ingresso. Sostanzialmente, lo step-by-step è questo, più facile a farsi che a dirsi:

  • Svita lo spioncino sulla porta (solitamente basta tenere fermo dall’interno e svitare dall’esterno)
  • Misura lo spessore della tua porta e prendi le viti adatte incluse in confezione
  • Inserisci le viti nel modulo esterno quel tanto che basta per tenerle ferme; se vuoi, togli l’adesivo attorno al modulo per fissarlo alla porta (io non l’ho fatto perché è già sufficiente avvitare alla fine)
  • Inserisci il modulo esterno nella porta, facendo passare il cavo e le viti dal foro esistente verso l’interno
  • Posiziona il modulo interno in modo da agganciare il cavo e da assicurare le viti alla placca
  • Chiudi l’area del connettore con la placca di plastica in dotazione
  • Fissa le viti in modo da bloccare tutto, poi chiudi l’area del cavo con la placca di plastica in dotazione
  • Monta lo schermo attraverso i binari e fissalo al connettore (sentirai un click)

Vivere con un occhio sempre vigile

Per essere un “semplice spioncino”, l’EP4 è un dispositivo davvero ricco di funzioni, che richiede un’attenta configurazione. Purtroppo, parlando di quest’ultima entriamo anche nel difetto più evidente del dispositivo, ovvero l’applicazione e la relativa traduzione in italiano. Il riconoscimento dello spioncino è praticamente immediato e sfrutta il QR Code incluso in confezione; poi, le cose si complicano ed è necessario fare delle prove per capire tutte le opzioni. Ad esempio, nella scheda batteria non sono riuscito a capire benissimo cosa si intende quando si parla di “sveglia”, dato che non ho avuto modo di attivarla pur provandoci (forse c’è qualche impostazione che va a contrastarla). Abbiamo, poi, la categoria del rilevamento della figura umana, che sfrutta la combo sensore PIR + IA per riconoscere le forme ed addirittura i volti dei parenti (seppur si tratti di una funzionalità in beta). Al rilevamento è associato anche un insieme di opzioni per le notifiche.

Troviamo configurazioni importanti anche per l’immagine ripresa; in particolare, abbiamo il WDR, la correzione della distorsione, la modalità giorno/notte e la possibilità di disegnare aree da NON riprendere: questo aspetto è relativo alla sicurezza e al rispetto della privacy in aree comuni, come i pianerottoli dei condomini, di cui parleremo più sotto. Tra le impostazioni, ne abbiamo qualcuna per lo schermo, per il LED del pulsante campanello e per mascherare l’audio tramite distorsione della voce – molto utile se non volete far capire se sta rispondendo una donna, un bambino o un anziano.

Sul piano dell’hardware, EP4 fa un buon lavoro nel restituire immagini nitide anche in condizioni di luce non ideali: la risoluzione 4K si fa sentire soprattutto quando si vuole rivedere una registrazione e distinguere un volto o un dettaglio, mentre le tecnologie WDR (per bilanciare meglio le zone in ombra e quelle troppo illuminate) e LDC (per correggere la distorsione tipica delle lenti grandangolari) aiutano a rendere le immagini più naturali rispetto a quanto si è abituati a vedere con uno spioncino digitale economico. Il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale è probabilmente la funzione che fa la maggiore differenza nell’uso quotidiano: una volta impostati i volti familiari, il sistema impara a distinguerli da quelli di visitatori sconosciuti, e questo si traduce in notifiche più mirate. Chi ha più dimestichezza con le telecamere smart sa quanto possa essere fastidioso ricevere decine di avvisi al giorno per ogni minimo movimento sul pianerottolo: qui, complice anche il sensore PIR, le segnalazioni inutili si riducono in modo evidente.

La facilità d’uso è un altro punto a favore. Il display touch del pannello interno è abbastanza reattivo (non troppo) e l’interfaccia è semplice abbastanza da poter essere utilizzata anche da chi in famiglia non usa abitualmente lo smartphone: a meno di non aver attivato il risveglio automatico in base al vostro avvicinamento alla porta, basta toccare lo schermo per vedere chi sta suonando o chi è inquadrato dalla telecamera, senza passare necessariamente per l’app. L’app EZVIZ, dal suo lato, gestisce l’abbinamento iniziale, le notifiche da remoto, la configurazione del riconoscimento facciale e le impostazioni di privacy.

Quando una persona suona al campanello, l’app EZVIZ può videochiamarvi e consentirvi di rispondere direttamente dal telefono, con o senza camuffamento della voce. Da questo punto di vista, segnalo l’assenza del vivavoce: potrete vedere chi ha suonato alla porta, ma per parlarci dovrete portare il telefono all’orecchio. Piccola ma fastidiosa limitazione per chi desidera guardare attentamente il comportamento dello sconosciuto. Inoltre, la risposta è solo tramite telefono: l’unità interna non dispone di microfono ed altoparlante.

Sul fronte di autonomia e connettività, la batteria da 7.100 mAh promette diverse settimane di utilizzo tra una ricarica e l’altra, anche se il consumo reale dipende molto da quanto traffico c’è davanti alla porta e da quante registrazioni vengono effettuate: in un condominio con passaggio frequente, il sensore PIR e l’AI lavorano più spesso, e la batteria si scarica proporzionalmente prima. Diciamo che l’autonomia stimata va da uno a quattro mesi, a seconda di solleciti e impostazioni varie. La possibilità di ricaricarlo tramite type-c è molto comodissima, specie se avete una spina in prossimità della porta – altrimenti dovrete staccare l’unità per ricaricarla. La connettività passa tramite Wi-Fi domestico, e per l’archiviazione si può scegliere tra una scheda microSD locale, fino a 512 GB, oppure il servizio cloud opzionale di EZVIZ per chi vuole accedere alle registrazioni da remoto senza pensare alla scheda.

Tra i difetti più concreti, il pannello interno – per quanto ben progettato – resta un oggetto di dimensioni non trascurabili da fissare sul retro della porta, e in alcuni contesti (porte particolarmente sottili, spazi ristretti vicino all’ingresso) potrebbe risultare un po’ invasivo visivamente. La certificazione IP54 del modulo esterno garantisce una buona resistenza a polvere e schizzi, ma non è pensata per un’esposizione diretta e prolungata alle intemperie, quindi va bene per ingressi riparati ma richiede attenzione se la porta è esposta a pioggia battente. Sul fronte software, il riconoscimento facciale richiede un periodo di apprendimento iniziale durante il quale le notifiche possono essere meno precise, e l’impostazione delle maschere di privacy, per quanto utile, richiede qualche minuto di configurazione tramite app che chi ha meno familiarità con questo tipo di strumenti potrebbe trovare poco intuitiva al primo approccio.

Privacy e aree comuni

Montare uno spioncino digitale in condominio è possibile, ma bisogna stare attenti ad alcune regole e limitazioni (anche di buon senso). Anzitutto, bisognerebbe consultare le proprie regole condominiali e, nel caso, parlarne con l’amministratore per avere un quadro più chiaro di cosa è possibile fare o no. In linea di massima, a meno di non poter fare altrimenti, non sarebbe possibile riprendere le aree comuni del pianerottolo, come l’ascensore o altri ingressi condominiali. Ho sottolineato la necessità di non poter fare altrimenti perché se avete proprio di fronte a voi uno di questi elementi, sarà praticamente impossibile non riprenderli.

Però, potete sia oscurare le parti non necessarie che limitare la sensibilità di rilevamento, così da rilevare solo le persone che effettivamente si avvicinano al vostro campanello, o disattivarla del tutto per sfruttare lo spioncino solo in caso di attivazione del campanello stesso. Poi, non bisognerebbe registrare l’audio, e questo l’EZVIZ EP4 non lo fa se non dopo aver suonato, quindi non è un problema.

Al netto di ciò, non dobbiamo dimenticare i concreti vantaggi di uno spioncino digitale come l’EP4, ovvero prevenire problemi, fungere da deterrente e fornire materiale di supporto ad eventuali disagi capitati in condominio, grazie alla registrazione video.