Dopo i recenti Versa e Ionic, che hanno dato il via alla nuova generazione di smartwatch Fitbit, ecco arrivare un super tracker, ispirato, almeno nel concept e nel design, al riuscitissimo Alta HR: si chiama Charge 3, ed è la wristband più smart del produttore grazie alle sue caratteristiche da motivatore e trainer.

Specifiche tecniche

Bluetooth 4.0
NFC Solo Special Edition
GPS No
Contapassi SI
Monitoraggio del sonno SI
Monitoraggio del battito cardiaco SI, continuo
Notifiche SI
Certificazione IP68
Autonomia Circa 7 gg

Fitbit Charge 3 – Recensione

Presentazione, materiali e design

Fitbit_Charge_3 (2)Anche se il Charge 3 si presenta al pubblico come il tracker più smart e rivoluzionario dell’azienda, Fitbit non ha voluto stravolgere la confezione di vendita, che arriva nelle mani del consumatore rispettando le attese. Il contenuto è quindi chiaro: oltre al tracker completo di cinturino, ne troviamo un altro di diversa lunghezza e il cavo di alimentazione USB. Come ben ci ha abituati Fitbit, anche il Charge 3 è disponibile in più colorazioni. Per la precisione, le varianti tra cui scegliere sono 4, di cui 2 definite “Special Edition” sia perché cambia il pattern del cinturino, sia per una feature in più, ovvero la funzione di pagamenti contactless by Fitbit Pay. È a tutti gli effetti una novità per Fitbit portare sullo store un modello “potenziato” anche nelle funzionalità, ed il prezzo in questo caso sale di 20€. Tra i 4, le due edizioni standard si distinguono per un bel pattern a rombi con leggeri effetti di luce, mentre dei 2 modelli special mi convince quello in tessuto – purtroppo disponibile solo in colore lavanda.

Tutti i modelli dispongono di un display touch rettangolare bianco e nero, con bordi ridottissimi, e un unico pulsante posto sul lato sinistro: con una singola interazione torniamo indietro tra i menu, mentre con la pressione prolungata regoliamo l’ON/OFF delle notifiche e dell’attivazione dello schermo, rispettivamente per farci disturbare con una vibrazione in caso di nuovi contenuti, e per risparmiare energia spegnendo lo schermo quando il polso è a riposo – in questo caso, ruotando il polso con un movimento naturale per guardare l’ora, il display si accenderà automaticamente in modo quasi istantaneo.

Fitbit_Charge_3 (3)I Fitbit non sono mai stati scomodi, e Charge 3 non cambia l’ottima regola dell’azienda. Il cinturino è largo, ma i materiali scelti e la chiusura classica con dentino rappresentano quanto di più affidabile e comodo si potesse pensare di realizzare. Anche la diagonale del display è buona: né troppo generosa, né piccola, perfetta per adattarsi anche ai polsi più minuti. Cambiare il cinturino è ovviamente possibile, e devo dire che gli agganci sono così sicuri da dover faticare un po’ per rimuoverli dai rispettivi slot: per me è un pregio, un certo grado di robustezza che a queste cifre ci aspettiamo senz’altro di ottenere.

Utilizzo quotidiano

Lo “start” del Fitbit Charge 3 non ha smentito la mia personalissima esperienza da “travagliato primo accoppiamento” con lo smartphone. Il pairing con il device (Samsung Galaxy A7) è stato soddisfatto dopo una buona mezz’ora di tentativi, per poi lasciare spazio a circa 2 ore di aggiornamento firmware – tempistiche alte probabilmente per le stesse difficoltà nell’accoppiamento, dovute alla stabilità e allo scambio dati Bluetooth. Configurato finalmente il tracker, ci troviamo di fronte ad una watch-face altamente personalizzabile, che nella veste default evidenza gli obiettivi attuali (passi e km giornalieri) e l’ora. Uno swipe dall’alto verso il basso fa scendere la tendina delle notifiche – ad esempio le email non lette – mentre lo scorrimento contrario permette di accedere a una serie di statistiche giornaliere e non, come le calorie bruciate, le scale fatte, il battito cardiaco, il peso e la qualità del sonno.

Fitbit_Charge_3 (7)I sensori a bordo del Fitbit Charge 3 sono tanti, ed è anche per questo che il tracker è in grado di derivare una serie di informazioni poco scontate, come la “zona cardio”, ovvero l’intensità aerobica corrente basata sul monitoraggio continuo del battito cardiaco. In tal senso, stupisce come pur disponendo di questo tipo di rilevamento, l’autonomia del dispositivo arrivi a 7 gg in scioltezza, con numerose notifiche da visualizzare, statistiche da aggiornare e pairing always on. Come sempre, nonostante si tratti di un tracker Fitbit e quindi affidabile, lasciate un margine di errore: gli indicatori non sono accurati al 100%, ma alcuni raggiungono ottimi livelli di precisione con alcuni sensori – ad esempio l’altimetro.

Altri fattori sono invece comandabili dall’immancabile applicazione Fitbit, che oltre a mettere sul piatto specifiche personalizzazioni per il Charge 3 – e in generale per tutti i dispositivi accoppiati – espone dati aggiuntivi e con una buona realizzazione grafica. Parlo ad esempio dei promemoria motivazionali che invitano al movimento continuo, dell’idratazione, dell’assunzione calorica e dei minuti in movimento. L’app di Fitbit, con i suoi continui aggiornamenti, è in grado di tracciare una sorta di piano alimentare controllato, registrando i pasti e tracciando il “budget calorico” minimo richiesto per la giornata, con tanto di bilancia atta ad evidenziare gli eccessi – o viceversa lo scarso apporto calorico. Una manna dal cielo per chi odia riempire il proprio smartphone di app inutili. Dicevo, però, che esiste anche un pannello riservato appositamente al Charge 3, e che mette a disposizione le funzionalità attese: cambio quadrante, app, tutorial, sveglia, regolazione degli obiettivi e opzioni varie.

Fitbit_Charge_3 (6)Le app le ritroviamo direttamente nel tracker con uno swipe da sinistra a destra, e oltre a quelle attese – timer, meteo, sveglia e relax – e quelle in arrivo, c’è Allenamento, un supporto al training per 6 attività principali: corsa, bici, nuoto, tapis roulant, pesi ed esercizi a intervalli – funge esclusivamente da timer. La grande pecca di un tracker di questo tipo, che si propone anche di rilevare automaticamente l’attività svolta e fare le tante altre cose descritte precedentemente a supporto di chi ama mantenersi in forma, è l’assenza del modulo GPS. Per il rilevamento dei dati di movimento, il tracker sfrutta il GPS dello smartphone (cosiddetto uso “condiviso”) dunque dovrete necessariamente portare con voi il telefono per mantenere aggiornate le statistiche.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
Fitbit Charge 3 è a tutti gli effetti il tracker più evoluto del produttore, perchè rispetto all’Alta HR introduce diverse novità riprese anche dal mondo degli smartwatch recenti. Ergonomia e usabilità non deludono le alte aspettative riposte nel prodotto, che si conferma ottimo anche in rapporto qualità-prezzo. L’assenza del modulo GPS integrato pesa in particolari attività, ma statistiche e sensori non mancano per chi vuole tenere tutto sotto controllo.
8
Progettazione e materiali 8,5 Design 8,5 Caratteristiche hardware 8 User Experience 8
PRO
Design interessante
Diverse funzioni smart e applicazioni
Comodo ed ergonomico
CONTRO
Manca il modulo GPS

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