Mentre l’atmosfera natalizia comincia ad entrare nelle nostre case con la stessa insistenza degli sconti di fine anno, vi sarete senz’altro chiesti quale gingillo elettronico regalare al vostro partner (se non a voi stessi) senza arrivare ad una vera e propria conclusione. In questo articolo proverò a darvi un suggerimento pescato dal fitto segmento dei dispositivi indossabili, ovvero Fitbit Charge 6. La forte posizione nel mercato dei wearable da parte di Fitbit si è fatta ancor più interessante dopo l’acquisizione del brand da parte di Google, tanto da consolidare non solo il marchio, già famoso in tutto il mondo, quanto l’ecosistema software che ruota attorno ai device del produttore. Scopriamo insieme come questo fattore può aver influenzato le funzionalità proposte dal device.

Fitbit Charge 6 – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali

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Nel corso degli anni, la serie Charge ha avuto il merito di sapersi rinnovare con successo, proponendo modello dopo modello scelte tecniche e di design azzeccate. Per questa nuova iterazione, Fitbit ha preferito non stravolgere il suo smartband, migliorando soprattutto l’aspetto hardware e software del device. In termini estetici possiamo apprezzare quindi solo leggeri cambiamenti, come una cromatura leggermente più evidente attorno al display e il ritorno del tasto fisico sulla parete sinistra, decisamente utile in svariate occasioni e dotato di un buon feedback con vibrazione. Il display da 1,54” è protetto da un vetro Corning Gorilla Glass ed occupa una buona porzione del polso, ma non tutta la superficie, lasciando ipotetiche aperture a display più grandi nel futuro della serie. La scelta dei materiali passa dall’alluminio 100% riciclato al silicone del cinturino in versione base, con chiusura interna a doppia fibbia che evita di lasciar penzolare la parte in eccesso. Le tre varianti cromatiche in cui è disponibile l’orologio consentono una buona varietà di scelta in fase di acquisto.

User Experience

Grazie al rapporto di acquisizione da parte di Google, l’esperienza utente proposta dal Charge 6 è decisamente user-friendly, rivista ed ottimizzata soprattutto rispetto al modello precedente in ottica di funzionalità smart. Tra le novità più interessanti c’è senza dubbio la dismissione del Fitbit Pay in favore di Google Wallet, decisamente più comune e flessibile, anche se questa prima integrazione con il wearable supporta esclusivamente una carta di pagamento. Interessante ed utile anche un’altra feature Google embeddata nel Sistema Operativo dello smart-band, ovvero Maps: dopo aver avviato il percorso sul telefono potremo associare le indicazioni anche sul polso in tempo reale, sfruttando il GPS integrato e permettendoci di lasciar perdere lo smartphone per tutto il tragitto. Passando all’interfaccia, il Fitbit Charge 6 si lascia navigare con i classici swipe da destra a sinistra (o viceversa) per scorrere le applicazioni installate, approfondendo le impostazioni di ciascuna tramite swipe verso l’alto. Tra le funzioni più interessanti, vi sono certamente l’allenamento (con riconoscimento automatico dell’attività), la scansione EDA (per la determinazione del livello di stress) e l’ECG. Nello stesso circolo di app troviamo anche le funzioni di sveglia e timer, Youtube Music (qui il legame con Google va un po’ a sfavore annullando altre opzioni per la gestione della musica) e l’accesso alle notifiche, chiare e ben presentate, con possibilità di risposte veloci.

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Partendo dalla home e procedendo per swipe verso il basso si accede a Google Wallet o si scorrono invece le impostazioni, tra cui da notare la modalità non disturbare e l’opzione per il risveglio automatico. Ottimo il ventaglio di proposte tra le opzioni legate allo schermo, come l’impostazione della luminosità e l’always-on, sconsigliata sia per il risveglio reattivo del display alla rotazione del polso, sia per il forte impatto sull’autonomia del device. Infine, uno swipe verso il basso dalla prima schermata dà invece accesso alle statistiche giornaliere legate a passi effettuati e calorie bruciate, con tanto di presentazione grafica dei numeri. L’applicazione sul telefono si comporta come un buon hub per controllare in modo più accurato le statistiche nel tempo, regolare le impostazioni (soprattutto di notifica) e adottare personalizzazioni sull’orologio in merito a stile e colori della watchface. Passando agli extra, parliamo di un’autonomia di 7 giorni (con l’always-on disattivato), impermeabilità (per uso sportivo classico) e resistenza alla polvere.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
In termini generali, Fitbit Charge 6 si configura come un ottimo smart-band, capace di coniugare l’esperienza tipica dei braccialetti smart e le esigenze di chi cerca un orologio ricco di funzioni. Anche se non dispone di molte misurazioni legate ai sensori, quelle essenziali ci sono, ma soprattutto si fregia di abilità non così diffuse nel panorama dei wearable, ottimizzando il legame con Google.
8,5
Progettazione e materiali 8 Caratteristiche tecniche 8 User Experience 8,5 Design 8
PRO
Ottime integrazioni con app Google
Risveglio automatico, ma anche tasto fisico
Display e interfaccia convincenti
CONTRO
Youtube Music obbliga la scelta per la gestione musicale