Il Narwal Freo X Ultra è uno dei gioielli tecnologici più venduti nel mondo dei robot aspirapolvere e lavapavimenti. Prodotto da Narwal Robotics, un’azienda che si è fatta un nome grazie alla sua innovazione e qualità, questo dispositivo promette di facilitare enormemente il modo in cui manteniamo pulite le nostre case. Narwal Robotics è conosciuta per la sua attenzione ai dettagli e per l’uso di tecnologie all’avanguardia, e il Freo X Ultra vuole confermare la regola, tanto di presentarsi, ad oggi, con una media review su Amazon prossima al 4.5/5, testimonianza di come anche le esperienze utente non stiano deludendo. Con una potenza di aspirazione di 8200 Pa e una serie di funzionalità avanzate, questo robot è progettato per offrire una pulizia profonda con il minimo sforzo, tanto da guadagnarsi un approfondimento nella nostra categoria dedicata alla smart home.
Narwal Freo X Ultra – Recensione
Caratteristiche fisiche, materiali e design
Il Narwal Freo X Ultra arriva in una confezione ben curata che include il robot, la stazione di ricarica e manutenzione, due mop rotanti, altrettanti serbatoi per l’acqua, il “cestino” della polvere e vari accessori per la manutenzione. Oltre a tutto l’occorrente per far funzionare il robot, come le spazzoline laterali, all’interno del packaging troveremo anche una comoda bottiglia di detergente da utilizzare per la pulizia dei moci. Il design del robot è moderno e minimalista, con una finitura bianca lucida che si adatta facilmente a qualsiasi arredamento domestico. Rispetto ad altri modelli concorrenti, trovo il Freo X Ultra più gradevole, meno spigoloso (in realtà per nulla, visto che vincono le rotondità) e piuttosto compatto. Le dimensioni parlano di un diametro di circa 35 cm e un’altezza di 10 cm, permettendogli di passare agevolmente sotto i mobili, ma è soprattutto la stazione di ricarica con un’altezza di 43 cm e una larghezza di 41 cm a risultare più compatta di altre soluzioni, pur senza rinunciare alla manutenzione automatica che contraddistingue questo genere di dispositivi.
I materiali utilizzati sono di alta qualità, con una combinazione di plastica resistente e componenti in metallo che garantiscono durabilità e robustezza. Ad esempio, trovo azzeccata l’idea di utilizzare un contenitore per la polvere in plastica, così da facilitarne la pulizia direttamente con acqua dopo averlo svuotato, ma in alternativa è possibile utilizzare i sacchetti monouso. Questa sarà una delle poche operazioni manuali da effettuare, perché, come vedremo, la stazione di ricarica è un vero e proprio centro di manutenzione automatizzato, capace di comprimere la polvere nel sacchetto monouso, lavare e asciugare i mop, e ricaricare il robot (sia a livello energetico che di acqua in fase di pulizia). Questa scelta di progettazione rende il Freo X Ultra estremamente autonomo e riduce al minimo l’intervento umano.
User Experience
Passando alla ciccia, l’esperienza d’uso del Narwal Freo X Ultra è piuttosto positiva, rispettando appieno le aspettative maturate prima del test. L’hardware del prodotto è di alta qualità, con sensori avanzati che permettono al robot di navigare con precisione e di evitare ostacoli. La tecnologia di navigazione è la LiDAR 4.0, che attraverso tre sensori laser e una rotazione di 380 gradi riesce ad identificare tutti gli oggetti incontrati dal robot durante il movimento, evitando di conseguenza quelli piccoli o aggirando gli elementi più grandi e perimetrali.
Per quanto riguarda il sistema di pulizia, il Narwal Freo X Ultra utilizza una spazzola integrata certificata TUV e SGS per l’anti-aggrovigliamento, ed anche durante i miei test non ho riscontrato problemi da questo punto di vista. In generale, il robot utilizza un po’ tutte le funzioni già in uso da modelli di prezzo superiore, come la pulizia a matrice ed il sollevamento dei moci di 12 mm da terra quando il dispositivo sale su un tappeto (che rileva automaticamente). Il modello a matrice è di per sé un ottimo metodo di pulizia per non trascurare macchie e residui di sporco, ma in più Narwal aggiunge la cosiddetta tecnologia DirtSense, capace di individuare le aree più sporche per approfondirne la pulizia in modo puntuale ed automatico. Questo sistema funziona piuttosto bene, al netto di alcuni punti più difficili come le fughe o spazi poco raggiungibili dalle spazzole. A prescindere da queste eccezioni, con il mix di moci Rouleaux e tecnologia EdgeSwing per la pulizia degli angoli e dei battiscopa, il risultato a fine ciclo di pulizia può dirsi più che sufficiente, anche perché parliamo di un prodotto che arriva ad una potenza di aspirazione di ben 8200 Pa, poco inferiore a soluzioni molto più costose. Come amo ripetere sempre, questo tipo di prodotti non possono sostituirsi all’accurata pulizia di un umano, ma tornano decisamente utili quando non si ha il tempo materiale di “dare una passata” ai pavimenti di casa, o quando si è impossibilitati a farlo fisicamente.
Ad inizio articolo menzionavo anche gli automatismi del Narwal Freo X Ultra, che trovano riscontro sia in ottica di pulizia della casa, sia in termini di auto-manutenzione. La stazione di ricarica, infatti, include al suo interno due serbatoi che il robot utilizza per prendere acqua pulita e gettare via quella sporca. L’acqua pulita non viene usata solo per il lavaggio dei pavimenti, ma anche per la pulizia dei moci, che successivamente vengono asciugati con aria calda. Questo sistema auto-pulente consente, in teoria, di scaricare la polvere nell’involucro di plastica o nel sacchetto per ben 7 settimane prima che raggiunga la sua massima capacità. Il risultato varia in base alle molte variabili in gioco (come la grandezza dell’appartamento) ma l’idea è quella di possedere un robot che non richiede grande manutenzione giornaliera: dovremo solo preoccuparci di tenere sott’occhio i due serbatoi dell’acqua e di sostituire o pulire il contenitore della polvere. Infine, tra le funzioni che non ho visto su apparecchi simili che ho provato, il Freo X Ultra promette il riconoscimento dei pavimenti, che a seconda della tipologia rilevata ne regola anche il livello di pressione da esercitare, e l’adattamento alle condizioni meteorologiche, usando una certa quantità d’acqua variabile per tenere l’umidità dei moci al giusto livello.
In termini software, Narwal non ha mancato di rendere compatibile il suo dispositivo con i maggiori assistenti vocali, ma interagire con l’applicazione proprietaria consentirà di impostare tante altre opzioni di pulizia interessanti, oltre che a gestire il sistema di mappatura dell’appartamento. Come sempre, il primo ciclo di pulizia sarà quello più lungo ed utile alla creazione della mappa 3D, ma dopo aver ottenuto questo primo risultato le successive esecuzioni saranno più rapide. Una buona idea resta quella di dare una mano al dispositivo aggiungendo dettagli alla mappa ricreata nell’app, indicando manualmente la presenza di tappeti, il materiale del pavimento o l’ordine di pulizia della casa (così da ottimizzare anche gli spostamenti). Dopo aver configurato il tutto, la pulizia di 5 locali ha portato via all’incirca 160 minuti di “lavoro” al robot. Considerando che il dispositivo possiede un’autonomia di circa 180 minuti, anche l’impiego delle tecniche di pulizia più accurate negli ambienti più grandi non dovrebbe essere un problema. Per chi cerca un’esperienza d’uso più comoda, viene sempre in aiuto la Freo Mode, ovvero la modalità automatica del robot.




