Quando si parla di Partita IVA, si intende nella pratica un codice numerico di 11 cifre, assegnato dall’agenzia delle entrate per identificare tutti i lavoratori autonomi e le società in modo univoco e che dovrà essere indicato su tutti i documenti collegati con l’attività del lavoratore.

Entrarne in possesso non è affatto difficile, ma vediamo nel dettaglio perché aprirla e quali sono in questo caso i vantaggi correlati.

I vantaggi e gli svantaggi di chi ha una Partita IVA

I vantaggi di aprire una partita IVA non sono pochi, si va da quelli più grandi, che racchiudono la possibilità di sviluppare la propria idea imprenditoriale e dare vita a un proprio progetto di business, a quelli più pratici, come il poter aspirare a guadagni più alti.

Le entrate, infatti, dipenderanno direttamente dalle capacità di ognuno, inoltre un lavoro autonomo permetterà di organizzare la propria attività secondo le proprie esigenze, senza dover rispettare vincoli di luogo e di orari, ma invece gestendo personalmente il proprio tempo libero.

Infine, non sono da tralasciare nemmeno le numerose offerte dedicate, come quelle per quanto riguarda il telefono e l’adsl. Appena aperta una partita IVA, si potrà infatti comodamente fare un confronto di offerte di telefonia mobile business e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Non ci sono però solo vantaggi, bisogna tenere conto anche di qualche lato negativo. In primo luogo, un lavoratore autonomo non ha attualmente le stesse tutele dei lavoratori dipendenti. Altra cosa importante è che le entrate non saranno mai garantite ed è per questo che una certa dose di organizzazione è necessaria. 

Come si fa per aprirne una

Aprire una Partita IVA non è difficile, basterà infatti compilare e presentare il modello AA9/7all’Agenzia delle Entrate. Per farlo, sono disponibili due modalità. In primo luogo, quella che prevede di recarsi personalmente all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con il proprio documento di riconoscimento.

Nella seconda, invece, bisognerà inviare il modulo compilato telematicamente, tramite un software che si potrà scaricare direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Questa, a sua volta, dopo aver elaborato la pratica, assegnerà il numero di Partita IVA. Successivamente, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, bisognerà comunicarne l’apertura e la scelta del regime fiscale che si vuole adottare.   

I costi della Partita IVA

Aprire la Partita IVA è un processo semplice, ma bisogna anche fare i conti con i costi da affrontare. In primo luogo, ci saranno delle spese fisse che riguarderanno il costo del commercialista o del servizio di consulenza fiscale.

Inoltre, se si intende aprire una ditta individuale, ci sarà il pagamento del diritto camerale annuale, da versare ogni anno in misura fissa e il costo di iscrizione alla camera di commercio. Questo però andrà pagato una sola volta all’atto di registrazione.

Non mancano poi alcuni costi variabili che potrebbero influire su tutto il resto, come le tasse e i contributi previdenziali, calcolati in misura percentuale e quindi oggetto di variazione a seconda dell’importo incassato.

Partita IVA, quando è necessaria

Ci sono determinati casi in cui l’apertura della partita IVA è necessaria per svolgere in forma organizzata un tipo di lavoro autonomo con caratteristiche di continuità e abitualità. In particolare infatti, è ad esempio sempre necessario farlo se si ha intenzione di aprire un e-commerce e vendere i propri prodotti su internet.

Nel caso in cui invece la propria attività venga svolta in via occasionale e senza nessun tipo di organizzazione precisa, allora non si è obbligati.

Questo tipo di prestazioni sono definite appunto occasionali e permettono di avvicinarsi al lavoro autonomo svolgendo degli incarichi in modo saltuario e di compiere un primo approccio al mondo del business, potendo verificare così se la propria idea ha possibilità di fruttare e di diventare qualcosa di più serio.

Quali sono gli obblighi di chi ha deciso di aprirla

Com’è giusto che sia, una volta che si è deciso di aprire una Partita IVA, scattano in automatico tutta una serie di obblighi.

Tra questi c’è l’iscrizione alla cassa previdenziale, che cambia a seconda della tipologia di attività che si svolge, il dover inviare una dichiarazione dei redditi annuale, così da comunicare l’importo dei redditi percepiti e poter far calcolare le tasse da pagare.

Infine, l’emissione di fattura o di registrazione dei corrispettivi ad ogni vendita o prestazione effettuata.

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