Ogni tanto, in mezzo alle schede tecniche di mouse e tastiere, arriva anche un report che parla di numeri diversi: non DPI o latenza, ma tonnellate di CO2 evitate e percentuali di plastica riciclata. Logitech ha pubblicato il suo report annuale sulla sostenibilità, il FY26 Impact Highlights, e i dati raccontano un percorso che l’azienda porta avanti da anni con l’approccio che chiama Design for Sustainability.
Logitech FY26 Impact Highlights – emissioni Scope 3 giù del 33%
Il documento fotografa i progressi ottenuti rispetto agli anni di riferimento fissati dall’azienda (il 2019 per le emissioni dirette e quelle legate all’energia acquistata, il 2021 per quelle lungo la catena di fornitura e l’uso dei prodotti). Numeri verificati da terze parti, come specifica lo stesso report, in linea con il protocollo internazionale sui gas serra (GHG Protocol).

I numeri principali: emissioni e trasparenza
Il dato che salta più all’occhio è la riduzione del 49% delle emissioni di gas serra di tipo Scope 1 e 2, cioè quelle prodotte direttamente dall’azienda e quelle legate all’energia che consuma. A questo si affianca un -33% sulle emissioni Scope 3, la categoria più difficile da comprimere perché comprende tutta la filiera indiretta, dai fornitori al trasporto fino all’uso dei prodotti da parte dei clienti. Nel corso del 2025 Logitech dichiara di aver evitato oltre 200.000 tonnellate di CO2 equivalente grazie ai propri programmi.
Sul fronte della trasparenza, l’azienda segnala che il 100% dei prodotti rientranti nel perimetro di analisi dispone ora di uno studio sull’impronta di carbonio verificato da terzi (con una precisazione: a dicembre 2025 questo copriva il 92% delle unità effettivamente spedite, restano esclusi alcuni prodotti a basso volume). L’idea di fondo è dare ai clienti dati concreti su cui basare le proprie scelte d’acquisto, invece di limitarsi a dichiarazioni generiche.
Materiali, riparabilità e imballaggi
Sul fronte dei materiali, l’81% dei prodotti Logitech spediti a dicembre 2025 contiene plastica riciclata post-consumo. Un altro capitolo riguarda la riparabilità: la collaborazione con iFixit, la piattaforma specializzata in guide di riparazione, è stata estesa a 69 linee di prodotto con parti di ricambio e istruzioni passo passo, il triplo rispetto a due anni fa. Significa, in pratica, che per una fetta più ampia del catalogo diventa possibile sostituire un componente invece di buttare via l’intero dispositivo.
Anche gli imballaggi sono finiti sotto la lente: tra il 2023 e il 2025 sono state eliminate 2.500 tonnellate di materiali da imballaggio, complice la rimozione degli involucri rigidi in plastica trasparente (i cosiddetti clamshell, i blister rigidi tipici della grande distribuzione) e la riduzione del peso delle confezioni per la spedizione. A questo si aggiunge il dato sul PVC: il 55% delle linee di prodotto distribuite ne è ormai privo, contro il 44% dell’anno precedente.
Un riconoscimento esterno
Il lavoro sulla sostenibilità non passa inosservato: Logitech è stata inserita tra le prime 50 aziende della classifica World’s Most Sustainable Companies di TIME Magazine, è presente nel Dow Jones Sustainability Europe Index ed è stata indicata da Newsweek tra le World’s Greenest Companies.
Perché conta, al netto del comunicato
Hanneke Faber, CEO di Logitech, parla di un impegno che ormai dura da due decenni e che si starebbe traducendo in risultati concreti, mentre Elaine Laird, Chief People & Sustainability Officer dell’azienda, sottolinea come le analisi del ciclo di vita dei prodotti servano a orientare le scelte di design su scala industriale. Restano dichiarazioni aziendali, va detto, e come tali vanno lette: ma i numeri messi sul tavolo, dalla riduzione delle emissioni alla percentuale di plastica riciclata, offrono comunque un metro con cui valutare i progressi di anno in anno, anche quando si parla di mouse e tastiere e non di pannelli solari.
