Quando si parla di riprese immersive, il nome Insta360 non ha bisogno di troppe presentazioni. In pochi anni il brand cinese è passato dall’essere una curiosità di nicchia a vero e proprio punto di riferimento per chi cerca una videocamera 360° o una action cam tradizionale compatta ma professionale. Con la X5, Insta360 rilancia la posta e sforna un dispositivo che sembra voler riscrivere le regole del settore: sensori più grandi, qualità d’immagine migliorata, audio stereo direzionale e una versatilità che ha dell’incredibile, soprattutto se la si guarda in rapporto alle dimensioni. Pensata per content creator, videomaker, sportivi e perfino professionisti del settore immobiliare o turistico, Insta360 X5 punta tutto su una combinazione quasi perfetta tra qualità d’immagine e flessibilità di montaggio. Il concept è sempre quello: due lenti grandangolari poste sui due lati di una struttura compatta registrano simultaneamente in altissima definizione, e poi ci pensa il software a cucire tutto insieme in una sfera video perfettamente coerente. Ma è nelle migliorie hardware e software che si sente il salto generazionale rispetto alla X4 e soprattutto alla X3.

Insta360 X5 – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali

Come da attese, e come già visto anche con la GO 3S, l’acquisto della Insta360 X5 passa anzitutto dalla scelta del pacchetto accessori, che varia in base alle proprie esigenze. Dal pack standard che non possiede nulla, al base che include una dotazione piuttosto interessante comprensiva di selfie stick, batteria aggiuntiva, custodia, protezioni ed altro ancora. Non mancano le scelte specifiche per determinati sport, come bici e motocicli, immersioni, sci ed altro ancora, con accessori che facilitano l’attività. Ad esempio, il packaging utilizzato per la recensione contiene la selfie stick tradizionale e quella per il bullet time, le protezioni (cappuccio in silicone e protezioni premium) ed una memory card, mentre all’interno della confezione principale è anche presente una piccola custodia morbida da viaggio. C’è, poi, il kit per sostituire le lenti, una novità dell’X5 davvero molto apprezzata.

Esteticamente Insta360 X5 non stravolge il design dei precedenti modelli, ma affina ogni dettaglio. Il corpo della videocamera è realizzato in una lega di alluminio leggera ma molto resistente, abbinata a inserti in policarbonato soft-touch che migliorano il grip e il comfort durante l’uso a mano libera. La cover è stata pensata per ridurre il rumore provocato dal vento al fine di garantire una registrazione audio migliore. Rispetto alla generazione precedente, la sensazione generale è di maggiore solidità: la X5 trasmette il feeling di un prodotto premium, pensato per affrontare escursioni, viaggi, sessioni sportive e persino riprese in contesti impegnativi senza troppi timori. Non ci sono stati stravolgimenti neanche per il LED di stato ed i pulsanti fisici, che sono lì dove ci aspettavamo di trovarli. SD e type-C, infine, sono protetti da involucri di protezione (l’SD è rimasta sotto la batteria).

Le dimensioni parlano chiaro: 123 x 46 x 30 mm per un peso di circa 180 grammi. È più sottile della X3, ma leggermente più lunga. Il display touchscreen da 2,5” è ben visibile anche sotto il sole, e ora supporta gesture migliorate, con una reattività che non fa rimpiangere quella di uno smartphone di fascia media. Il design delle lenti è stato completamente ripensato: i due obiettivi da 1/1,28” sono più sporgenti, ma garantiscono una qualità d’immagine mai vista prima in una camera 360° consumer. Altra chicca: la resistenza all’acqua è stata portata fino a 15 metri senza custodia, e fino a 60 con l’accessorio da immersione; un miglioramento importante rispetto all’X4. Una scelta ottima per chi fa snorkeling, sport acquatici o semplicemente si ritrova spesso in contesti polverosi e umidi.

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Modalità e impostazioni

Mettere le mani sulla Insta360 X5 è un’esperienza che comincia in modo quasi disarmante: la accendi, premi rec e ti ritrovi a registrare il mondo in 8K a 360°, senza dover pensare a dove puntare. Ogni dettaglio viene catturato e puoi decidere in un secondo momento cosa mostrare, come e quando. È l’essenza del reframing, e funziona dannatamente bene tanto da app quanto da software per Windows, aggiornato per supportare al meglio l’X5. Dal punto di vista hardware, i nuovi sensori CMOS da 1/1.28” rappresentano un enorme salto rispetto alla generazione precedente. La qualità d’immagine è davvero importante, soprattutto in condizioni di luce ottimale o mista, dove la gamma dinamica fa la differenza. I colori sono vibranti ma realistici, e anche il rumore in notturna è sorprendentemente contenuto per una camera così compatta, anche se l’effetto granularità è ancora presente nonostante i miglioramenti rispetto alle generazioni passate.

Per quanto riguarda le funzioni a bordo del dispositivo, non siamo molto lontani da quanto visto nei modelli precedenti, anche perché il miglioramento è soprattutto tecnico. Lo swipe da sinistra apre la galleria, quello verso destra le impostazioni automatiche e manuali (filtri inclusi); abbassando, si accede al pannello delle impostazioni, mentre lo swipe verso l’alto permette di cambiare i settaggi della modalità attiva in quel momento, che è possibile switchare interagendo con il tasto fisico con l’icona delle due finestre o tramite un’iconcina presente a schermo. La modalità video classica è sicuramente la più gettonata, nonché quella che consente di provare subito una registrazione ai famigerati 8K di risoluzione, con framerate di 30 FPS (più che sufficiente per riprese non particolarmente movimentate). Detto di una risoluzione minima di 4K (fino a 120 FPS), in mezzo troviamo la 5.7K (a 60 FPS) e la particolare 5.7K+, che promette una qualità che si avvicina agli 8K (con minor richiesta di storage) bloccando il framerate a 30. Tra quelle dette, l’HDR attivo è supportato nelle modalità 4K e 5.7K.

La modalità Pure Video nasce dalle difficoltà dei sensori in condizione di scarsa illuminazione, rendendosi adatta alla registrazione in notturna o in penombra; anche qui restano valide le impostazioni già viste per ciascuna risoluzione, ma si evidenzia l’assenza del 5.7K+, e nessuna va oltre il framerate di 30. Oltre alle modalità già conosciute e presenti negli altri modelli, come timelapse, time shift e bullet time, e 2 registrazioni in loop (una classica ed una “modalità strada” che rimpiazza sempre l’ultima clip replicando la natura di una dash cam) troviamo anche la InstaFrame. Questa modalità serve a replicare una registrazione video standard, ma con i vantaggi offerti dalla cam: avviando la registrazione potremo scegliere tra un’inquadratura fissa o una che seguirà automaticamente il soggetto, consentendo di ottenere una clip che non ha bisogno di alcun reframe manuale nell’applicazione. Ma non solo, perchè oltre alla clip registrata nell’inquadratura scelta, la camera registrerà anche la classica ripresa a 360 gradi, consentendo comunque di mettere le mani sulla clip qualora la scelta dell’inquadratura non sia stata azzeccata.

Rispetto alla generazione precedente, oltre all’utilizzo di nuovi sensori Insta360 ha lavorato soprattutto nell’integrazione dell’IA per migliorare la qualità di registrazione. In particolare, per controbilanciare le difficoltà in notturna Insta360 X5 si avvale di un algoritmo di post-processing capace di eliminare il rumore e di dare brillantezza e definizione alla clip video. Nel contesto reale, il mix di innovazione del sensore e l’aiuto tramite IA funziona più che bene, permettendo di registrare un passo in avanti rispetto al modello precedente. Per le foto, abbiamo la conferma di tutte le modalità già presenti, come il PureShot (che è stato assorbito nella modalità Foto classica, tra i formati disponibili), starlapse e foto in serie. Le impostazioni generali non sono cambiate molto: troviamo ancora le gesture, il controllo vocale, la personalizzazione del comportamento del QuickCapture e dei pulsanti fisici, ed altri settaggi già conosciuti. Ancora presente anche la possibilità di tenere conto della protezione delle lenti, su due livelli di qualità.

Software

La particolarità delle registrazioni a 360 gradi proposte da Insta360 X5 sta nel reframe, ovvero la possibilità di poter esportare una clip secondo le proprie inquadrature, “pescando” in tutta la scena. In sostanza, dato un video a 360 gradi, secondo per secondo potremo definire la prospettiva da inquadrare, il livello di zoom, di inclinazione e relativa distorsione, attivando o meno un keyframe. In questo modo, riproducendo la clip potremo dare vita ad una serie di effetti creativi a dir poco spettacolari, con riprese dall’alto che si avvicinano, o che magari girano attorno a chi registra e tanto altro (qui un esempio dal canale ufficiale del produttore). Le possibilità sono sostanzialmente infinite, anche senza considerare che le opzioni di elaborazione in Insta360 Studio non finiscono qui: dal software (che si consiglia di tenere aggiornato) potremo anche abilitare il tracciamento automatico di un soggetto o di una porzione dell’inquadratura (simulando l’InstaFrame), il TimeShift ed abilitare il Motion ND per la “sfocatura da movimento”. Non solo, nella sidebar a destra avremo la possibilità di abilitare la stabilizzazione FlowState e il blocco della direzione, regolare le impostazioni di copriobiettivi, case, cover e dello stitching (che lavora bene in qualsiasi opzione), o applicare filtri video e audio. Da questo punto di vista, lo sforzo di ripagare l’utente con l’ottenimento di audio cristallino è stato tradotto in un risultato davvero eccezionale. Per provare l’ottimizzazione dei filtri sonori è sufficiente registrare anche una semplice clip urbana: entrambi i filtri disponibili riescono a cancellare quasi del tutto i rumori ambientali, ma rispetto all’opzione “riduzione del rumore”, la “messa a fuoco sulla voce” alza leggermente il livello delle voci nella clip, dando più enfasi a quelle e riducendo le altre frequenze (ad esempio, andrebbe a porre l’accento sulle voci anziché sulle musiche). Tra gli aggiornamenti proposti dal software troviamo anche la possibilità di attivare l’anteprima in Ultra HD, che vi consiglio di abilitare solo se non danneggia l’esperienza utente. Per aumentare l’esperienza d’uso, tra l’altro, consiglio di attivare nelle impostazioni tutto il supporto hardware possibile, sia nella scheda “codec” che nell’accelerazione dell’elaborazione delle immagini. Qualora Insta360 Studio non vi soddisfi appieno, potrete comunque utilizzare software di terze parti anche per il reframe, purchè siano supportati dal plugin (lo sono Adobe Premiere e Final Cut, ad esempio). Ma è bene sottolineare che il client desktop non è l’unico modo per montare le clip, dato che Insta360 possiede anche la propria applicazione mobile, utilissima per assemblare e condividere al volo piccole registrazioni per reel e storie.

Tornando all’hardware…

Insta360 X5 non migliora solo i sensori e le funzionalità software, ma anche altri aspetti del dispositivo. Già detto della maggiore impermeabilità e del case pensato per filtrare i rumori (ulteriormente tagliati da funzioni software), il processore aggiornato rende la navigazione nei menu rapida e fluida, mentre la gestione della temperatura è migliorata: dopo mezz’ora di riprese in 8K si avverte un po’ di calore, ma niente di preoccupante. In termini di autonomia, il vantaggio rispetto all’X4 è di circa il 20%, ma nello specifico consente di portare a casa almeno 1 ora e 15 minuti di registrazione in 8K. Lato connettività, X5 supporta Wi-Fi 6, Bluetooth 5.2 e connessione diretta via USB-C per il trasferimento dati, oltre al proprio tool per il collegamento rapido a smartphone o PC. Il pairing con smartphone Android e iPhone è veloce e stabile. È presente anche il supporto per i microfoni wireless tramite adattatori USB-C, molto utile per i vlogger.