Nel nostro approfondimento dedicato all’ecosistema Synology abbiamo esplorato cos’è un NAS, perché scegliere Synology rispetto alla concorrenza, e fatta una panoramica del sistema operativo DSM con il suo ricco ecosistema applicativo. Se non l’hai ancora letto, ti consigliamo di partire da lì per avere le basi necessarie ad apprezzare al meglio quello che segue. In questo articolo ci concentriamo invece sul prodotto vero e proprio: l’hardware del DiskStation DS925+ e dei dischi HAT3300, passando poi a due delle applicazioni software più rilevanti della lineup Synology: Synology Drive e Synology Office con le nuove funzionalità AI.
Synology DS925+ e HAT3300 – Recensione hardware e software
Synology DS925+: il progetto
Il DS925+ è il NAS a quattro bay di punta della serie Plus 2025 di Synology, erede diretto del DS923+ uscito due anni prima. A vederlo, la continuità è evidente: il form factor è praticamente identico, con le stesse dimensioni compatte (199 × 166 × 223 mm) e lo stesso peso di circa due chilogrammi. Chi conosce i precedenti modelli della serie non farà fatica a orientarsi – ma sarebbe un errore pensare che sotto la scocca non sia cambiato nulla, perché l’hardware è stato rinnovato quasi completamente. Synology ha posizionato il DS925+ come soluzione per professionisti e piccole imprese che necessitano di alte prestazioni, affidabilità continuativa e una piattaforma scalabile nel tempo. Non è un NAS per il cassetto del salotto, e non cerca di esserlo: è un sistema che deve guadagnarsi lo spazio che occupa offrendo concretezza nelle prestazioni e profondità nelle funzionalità.
Hardware: processore, memoria e connettività

Il cuore del DS925+ è un processore AMD Ryzen V1500B, un chip quad-core a 2,2 GHz della famiglia Embedded, lo stesso che equipaggia alcune soluzioni di fascia medio-alta dell’ecosistema Synology. Rispetto ai processori Intel Celeron che hanno dominato i NAS consumer per anni, il salto qualitativo è netto: capacità di gestire carichi di lavoro paralleli più impegnativi, virtualizzazione più reattiva, e un’esecuzione decisamente più scorrevole di container Docker multipli in simultanea. La RAM di default è 4 GB di DDR4 ECC, una scelta significativa che vale la pena sottolineare. La memoria ECC (Error-Correcting Code) corregge automaticamente gli errori a singolo bit prima che possano causare corruzione dei dati – un meccanismo silenzioso ma fondamentale in un sistema che custodisce archivi critici in funzionamento h24. Si tratta di una caratteristica tipicamente associata a server e workstation di fascia alta, rara a questo prezzo nel segmento NAS. Per chi vuole più margine, sono presenti due slot SODIMM che portano la RAM fino a un massimo di 32 GB.
Sul fronte della connettività, la novità più attesa dagli utenti Synology – e da tempo richiesta a gran voce – è finalmente arrivata: due porte Ethernet 2.5GbE. La scelta di avere due porte permette di aggregarle per raddoppiare la larghezza di banda teorica, o di usarle su reti separate per isolare il traffico di gestione da quello dati. Su una rete 2.5GbE con dischi HDD in RAID 5, i trasferimenti SMB si attestano ben oltre il tetto del precedente Gigabit, con miglioramenti dichiarati – rispetto al DS923+ – del 149% in download e del 150% in upload. I numeri ufficiali parlano di picchi fino a 522 MB/s in lettura e 565 MB/s in scrittura nelle configurazioni ottimali.
Completano il quadro connettività due porte USB 3.2 e una porta USB-C riservata all’espansione tramite l’unità DX525 (venduta separatamente), che permette di aggiungere altri cinque bay portando il totale a nove, con una capacità grezza massima di 180 TB usando dischi da 20 TB. Sono presenti anche due slot M.2 NVMe (2280), utilizzabili sia per configurare una cache SSD ad alte prestazioni che per creare un volume di storage all-flash separato, indipendente dagli HDD nei bay principali. Da segnalare l’assenza di uno slot PCIe, presente in modelli alternativi della lineup Synology: questo significa che non è possibile aggiungere una scheda di rete 10GbE in un secondo momento. Chi sa già di averne bisogno dovrà tenerne conto nella valutazione d’acquisto.
Estetica e costruzione
La scocca è in plastica opaca, con quattro cassetti tool-less frontali per i dischi da 3,5 pollici – gli HDD si inseriscono senza cacciavite, grazie ai supporti con molla di bloccaggio; gli SSD da 2,5 pollici richiedono invece quattro viti. Il meccanismo di estrazione è solido e i cassetti non trasmettono sensazione di gioco o fragilità anche dopo montaggi e smontaggi ripetuti. Sul retro trova posto la ventola di raffreddamento da 92 mm, silenziosa nella maggior parte delle situazioni operative e più udibile solo sotto carichi sostenuti.
Il pannello frontale ospita i LED di stato – alimentazione, dischi, LAN – e un pulsante di accensione. Nessun display: tutto passa da DSM via browser o app. L’assenza di fronzoli estetici rispecchia la filosofia del prodotto: uno strumento, non un oggetto decorativo.






Synology HAT3300: i dischi dell’ecosistema
Con i modelli della serie Plus del 2025, Synology ha adottato una politica di compatibilità più restrittiva rispetto al passato: DSM verifica che i dischi installati siano presenti nella lista di compatibilità ufficiale. Al lancio, questa lista includeva quasi esclusivamente dischi Synology stessi. La notizia positiva – e da segnalare – è che con il rilascio di DSM 7.3 nell’ottobre 2025 la situazione è cambiata: i drive di terze parti (come WD Red o Seagate IronWolf) possono essere utilizzati anche sui modelli Plus, pur con la possibilità di ricevere un avviso di “non certificato”. La compatibilità completa e garantita rimane appannaggio dei dischi certificati Synology. Gli HAT3300 sono la linea di dischi rigidi da 3,5 pollici di Synology pensata per il segmento domestico e small business. Parliamo di drive CMR (Conventional Magnetic Recording) – tecnologia a registrazione magnetica convenzionale, la più affidabile e priva delle problematiche di latenza dei drive SMR in contesti NAS – con velocità di rotazione a 5.400 RPM (o 7.200 RPM, a seconda della capacità) e interfaccia SATA III a 6 Gb/s. La cache da 256 MB e la velocità di trasferimento sequenziale massima di 202 MB/s (nelle varianti da 4 e 6 TB) li collocano nella fascia tipica dei drive NAS-oriented, pensati per il bilanciamento tra performance, rumorosità ridotta e consumi contenuti.
I consumi misurati variano a seconda del modello, attestandosi tra massimo 7,4 W sotto carico e circa 3,9 W in idle – valori in linea con la categoria, compatibili con un utilizzo h24 senza impatti significativi sulla bolletta. La rumorosità è nella norma per HDD da 5.400 RPM, con valori intorno ai 25-27 dB nelle operazioni ordinarie. La linea HAT3300 è disponibile in diverse capacità, dalla versione da 2 TB fino alle versioni più capienti della serie. I modelli sono garantiti per un carico di lavoro annuo di 300 TB/anno – fino a tre volte il limite tipico dei drive desktop – con un MTBF dichiarato di 1 milione di ore e una garanzia Synology di 3 anni. Ogni unità ha superato oltre 500.000 ore di test di validazione sui sistemi Synology, un dato che spiega almeno in parte il posizionamento di prezzo superiore rispetto ai drive generalisti di pari capacità. Il vantaggio concreto di usare HAT3300 sul DS925+ – al di là della compatibilità certificata – è l’integrazione con DSM: gli aggiornamenti firmware dei dischi arrivano direttamente attraverso il Package Center, senza dover scaricare tool separati o accedere a utility di terze parti. Un piccolo dettaglio che nel tempo riduce la frizione nella manutenzione ordinaria.
Synology Drive: il cloud privato per team e professionisti
Se l’hardware rappresenta le fondamenta, Synology Drive è uno degli elementi software che trasforma il DS925+ da semplice NAS di rete a piattaforma di collaborazione. L’idea è quella di replicare l’esperienza di Google Drive o Dropbox – con accesso da qualsiasi dispositivo, sincronizzazione automatica, condivisione di file e cartelle – ma mantenendo i dati fisicamente sul proprio NAS, sotto il proprio controllo. L’installazione avviene dal Package Center e non richiede alcuna configurazione complessa. Una volta attivo, Synology Drive mette a disposizione un’interfaccia web accessibile da browser, client desktop per Windows, macOS e Linux, e app mobile per iOS e Android. I file si sincronizzano automaticamente tra tutti i dispositivi connessi, con la possibilità di scegliere quali cartelle tenere disponibili offline e quali mantenere solo sul NAS (sincronizzazione su richiesta, per risparmiare spazio locale).

La gestione degli utenti è integrata con il sistema di permessi di DSM: ogni utente vede solo le cartelle a cui ha accesso, può avere una quota disco personalizzata e dispone di uno spazio personale separato dallo spazio condiviso del team. La condivisione con persone esterne all’organizzazione avviene tramite link protetti da password, con scadenza temporale configurabile. Una delle funzionalità più utili in contesti lavorativi è IntelliVersioning, il sistema di versioning intelligente dei file: invece di conservare ogni singola versione di un documento (con il rischio di riempire rapidamente lo storage), l’algoritmo mantiene le versioni più significative distribuite nel tempo, eliminando quelle intermedie a minore rilevanza. Questo consente di tornare a una versione precedente del documento anche settimane dopo una modifica indesiderata, senza sprecare spazio in modo lineare.
Per organizzazioni con più sedi, Drive ShareSync consente di mantenere sincronizzate cartelle tra due o più NAS Synology in posizioni geografiche diverse, con connessione cifrata e banda configurabile. È una soluzione pratica per team distribuiti che necessitano di un archivio comune senza affidarsi a infrastrutture cloud di terze parti. Dal punto di vista della sicurezza, Synology Drive supporta la cancellazione remota dei file sincronizzati su un dispositivo smarrito o rubato, la filigrana automatica sui file condivisi esternamente, e il blocco del download su link condivisi quando si vuole permettere la sola visualizzazione. Le attività degli utenti sono tracciate in log consultabili dall’amministratore, utile in contesti soggetti a requisiti di compliance.
Synology Office con AI: la suite di produttività che diventa intelligente
Synology Office è la suite di produttività integrata in DSM, accessibile direttamente da Synology Drive. Comprende un editor di documenti di testo, un foglio di calcolo e uno strumento per le presentazioni – tutti compatibili con i formati Microsoft Office e OpenDocument – con supporto alla modifica collaborativa in tempo reale da parte di più utenti. L’analogia con Google Docs è immediata, con la differenza sostanziale che tutto risiede sul proprio NAS. La novità più rilevante del 2025 è l’introduzione di funzionalità di intelligenza artificiale generativa all’interno della suite, annunciate prima al Computex 2025 e poi rilasciate nel corso dell’estate con l’aggiornamento della Office Suite. L’integrazione non è un semplice gadget: è costruita attorno a una filosofia precisa, quella del cloud privato con AI governata dall’organizzazione e non dai provider esterni.




Synology AI Console: il pannello di controllo dell’intelligenza artificiale
Il punto centrale dell’approccio AI di Synology è la AI Console, una nuova applicazione installabile dal Package Center che funge da hub centralizzato per la gestione dei modelli linguistici. Tramite la AI Console, l’amministratore può connettere il NAS ai principali provider AI – OpenAI, Azure OpenAI, Amazon Bedrock, Google AI Studio, Google Vertex AI – o configurare API compatibili con OpenAI per l’uso di modelli self-hosted in locale. La scelta del provider è dell’organizzazione; Synology non impone né un modello né un fornitore specifico. Questo approccio porta con sé un vantaggio concreto per le aziende: la possibilità di adottare l’AI generativa mantenendo il controllo sui costi (tramite limiti di token per utente o gruppo) e sugli accessi (con controllo basato sui ruoli). Tutte le interazioni con i modelli AI vengono registrate in log completi con timestamp, consultabili sia dall’amministratore di sistema che per finalità di audit di conformità.
De-identificazione: i dati sensibili non lasciano il NAS non protetti
Uno dei punti più delicati dell’AI generativa in contesto aziendale è la privacy: quando un testo viene inviato a un modello linguistico esterno, c’è il rischio che contenga informazioni sensibili – nomi di clienti, dati contabili, informazioni riservate – che non dovrebbero mai lasciare i confini dell’organizzazione. Synology ha affrontato questo problema con un sistema di de-identificazione automatica: prima che qualsiasi testo venga inviato al provider AI esterno, i filtri configurabili dall’amministratore individuano e sostituiscono con placeholder anonimi le informazioni sensibili secondo le policy aziendali. Il testo anonimizzato raggiunge il modello esterno, la risposta torna al NAS, e qui i placeholder vengono ripristinati con i valori originali. Il dato sensibile non ha mai lasciato il perimetro aziendale in chiaro. I dati rimangono inoltre al sicuro dall’addestramento dei modelli AI di terze parti, un aspetto cruciale per la conformità con normative come il GDPR.
Cosa cambia in Synology Office con l’AI
All’interno degli editor di documenti, l’AI si manifesta come assistente contestuale capace di supportare la scrittura, suggerire correzioni, riformulare testi e tradurre istantaneamente documenti e presentazioni in altre lingue. Per i fogli di calcolo, una delle funzioni più pratiche è la ricerca di formule in linguaggio naturale: invece di ricordare la sintassi esatta di una funzione, si può descriverla a parole e l’assistente propone la formula corretta. L’assistente AI ha inoltre accesso ai file presenti in Synology Drive – con i dovuti permessi – il che significa che può rispondere a domande contestualizzate sui contenuti dell’archivio aziendale, recuperare informazioni da documenti specifici e generare riepiloghi o sintesi partendo da file esistenti. È un passo verso ciò che viene comunemente chiamato RAG (Retrieval-Augmented Generation): l’AI non risponde solo con la sua conoscenza di base, ma integra i dati reali dell’organizzazione.
Parallelamente, MailPlus AI porta le stesse capacità nell’applicazione di posta elettronica: riassunto automatico di lunghe conversazioni email, suggerimento di azioni di follow-up e generazione di bozze di risposta contestualizzate. Chi gestisce volumi elevati di email – in un team di vendita, un ufficio legale, un help desk – troverà in questa funzionalità un risparmio di tempo concreto.

