Quando si parla di intelligenza artificiale applicata alle aziende, si pensa quasi sempre a colossi tech e a budget da capogiro. Poi capita di imbattersi in una storia come questa, che arriva da Quinto di Treviso, e la prospettiva cambia scala: qui il protagonista è un’azienda meccatronica da circa sei milioni di euro di fatturato, e a mettere le mani sul progetto sono due studenti delle superiori alle prese con la progettazione di un assistente virtuale intelligente per uso interno.
Carretta e l’AI Agent aziendale – due studenti del Max Planck al lavoro sul progetto pilota

Un tirocinio da 160 ore per costruire un assistente virtuale
Il percorso nasce all’interno del progetto di Formazione Scuola-Lavoro promosso da Confartigianato Marca Trevigiana e Confartigianato Imprese Treviso, in collaborazione con l’Istituto Max Planck di Lancenigo di Villorba. Due studenti dell’indirizzo Informatica, uno di terza e uno di quarta superiore, hanno affiancato per 160 ore, tra maggio e giugno, il team tecnico di Carretta Srl, sotto la supervisione del tutor aziendale Andrea Ghedin e del docente Simone Baraldo, mentre per la scuola il riferimento è stata la tutor Laura Silvestrini.
Il lavoro dei ragazzi si è concentrato sulle basi di un Agent AI aziendale, un sistema pensato per aiutare l’organizzazione a gestire la conoscenza interna, analizzare informazioni sparse tra documenti e procedure e automatizzare alcune attività operative che oggi richiedono tempo manuale.
LLM, RAG e AI Agent: le tre tecnologie al centro del progetto
Costruire un assistente del genere significa mettere insieme più livelli tecnologici, e il tirocinio ha dato ai due studenti la possibilità di toccarli con mano tutti e tre. Il primo è il modello linguistico di grandi dimensioni (LLM, dall’inglese Large Language Model), cioè il motore che comprende il linguaggio naturale, analizza testi e genera risposte coerenti. Il secondo è la tecnica del recupero aumentato dalla generazione (RAG, Retrieval-Augmented Generation), che collega il modello alla conoscenza specifica dell’azienda: documenti, manuali tecnici, procedure interne, in modo che le risposte non siano generiche ma calate sul contesto reale di Carretta. Il terzo livello è l’AI Agent vero e proprio, un sistema che non si limita a rispondere a domande ma può supportare processi decisionali, organizzare dati e intervenire nella gestione di flussi di lavoro più complessi.
Il commento del Ceo Renato Pavanetto
Renato Pavanetto, amministratore delegato di Carretta, ha commentato così l’iniziativa: “Carretta Srl crede fortemente nel valore della formazione dei giovani e nella possibilità di offrire loro un’esperienza diretta all’interno di un contesto produttivo reale. Il progetto consente agli studenti di mettere in pratica le conoscenze acquisite a scuola, collaborare con professionisti aziendali e sviluppare una maggiore consapevolezza delle competenze richieste dalle imprese del futuro. Investire nei giovani significa costruire un collegamento stabile tra scuola e mondo produttivo”.
L’esperienza si inserisce in un progetto più ampio, chiamato Start Up, che punta proprio a rafforzare il legame tra istituti tecnici e imprese del territorio trevigiano, offrendo agli studenti occasioni di confronto con situazioni professionali vere, non simulate in aula.
Da un laboratorio artigianale alla meccatronica avanzata: la storia di Carretta
Per capire il contesto in cui si muove questo progetto pilota vale la pena ripercorrere brevemente la storia dell’azienda. Tutto comincia nel 1990, in una casa-laboratorio dove mamma Romea, oggi 82enne, realizzava cablaggi per ferri da stiro. Oggi alla guida di Carretta Srl ci sono i quattro fratelli Pavanetto: Renato coordina la direzione generale e la strategia, Massimo e Andrea seguono l’area tecnico-commerciale, Giancarlo, tecnico elettrico, guida le attività di officina e cablaggio.
Nata come fornitore di quadri elettrici per costruttori locali di presse e cesoie, l’azienda si distingue presto per un approccio ingegneristico attento ai trend emergenti. A metà anni Novanta arriva la gestione di assi lineari e motori brushless per applicazioni ad alte prestazioni, poi nel 2000 i primi equipaggiamenti semi-automatici su specifiche custom controllati da software PLC. Nel 2005 Carretta si specializza nel Material Handling, con attrezzature automatizzate per magazzini e linee di carico-scarico.
Le tappe più recenti
Un passaggio chiave arriva nel 2009 con l’acquisizione di Meccanica Dima, che porta know-how meccanico aggiuntivo e apre la strada, nel 2011, alla divisione Plant Engineering Solutions per la progettazione di impianti completi. Seguono le Prototype Machinery del 2014, foratrici ad alta tecnologia con 552 mandrini verticali, le Laser Technology Machinery del 2015 per la foratura laser di top acustici decorativi e il primo sistema di Mixed Case Palletizing per la grande distribuzione. Tra il 2016 e il 2018 l’azienda accelera sulla robotica avanzata, con celle di carico, robot delta ad alta velocità e sistemi di visione 3D per il bin picking casuale. Nel 2017 avvia anche una startup nella circular economy, premiata a livello europeo per la trasformazione di fanghi di depurazione in energia e biomateriali, e nel 2020, con il progetto europeo ESMERA/Horizon 2020, sviluppa le Modular Cobot Cell.
Oggi, tra le sedi di Quinto di Treviso e Riese Pio X, su circa 5.000 metri quadrati, lavorano una cinquantina tra tecnici assunti e consulenti, impegnati su oltre 700 commesse l’anno. È in questo contesto, fatto di trent’anni di evoluzione tecnica continua, che si inserisce l’ultimo tassello: un piccolo laboratorio interno dove due studenti hanno provato a costruire, mattone dopo mattone, il primo assistente intelligente dell’azienda.
