Per chi vive in un vecchio appartamento, probabilmente in affitto, la domotica ha sempre avuto un confine invisibile e frustrante: il citofono. Videocamere connesse, serrature intelligenti, luci controllate dallo smartphone – tutto funziona, tutto si integra, tutto ha il suo posto nell’ecosistema smart home. Poi squilla il campanello del portone e si è di nuovo nel 1987: una cornetta, un ronzio, e la speranza che chi c’è fuori si faccia capire nonostante la qualità audio da walkie-talkie scarico. Per carità, c’è chi è sicuramente messo meglio data la diffusione dei videocitofoni (per giunta smart) nelle case un po’ più recenti, ma non è davvero raro imbattersi in citofoni davvero molto basilari. Ring, brand di Amazon specializzato nella sicurezza domestica connessa, aveva già risolto metà del problema nel 2022 con Ring Intercom – il dispositivo che si collega al citofono esistente e permette di rispondere e aprire il portone dallo smartphone. Nel 2025 è arrivato il passo successivo: Ring Intercom Video aggiunge la componente visiva all’equazione, portando il flusso video della telecamera del citofono condominiale direttamente sull’app, da qualsiasi luogo ci si trovi. Per chi vive in appartamento e ha sempre guardato con invidia le funzioni dei videocitofoni intelligenti, questa è la risposta più concreta disponibile oggi, ad un prezzo davvero irrisorio rispetto alle soluzioni proprietarie.

Ring Intercom Video – Recensione

Una scatolina grigia con grandi ambizioni

La confezione è sobria e funzionale, in linea con lo stile Amazon: dentro si trovano il dispositivo Ring Intercom Video, una piccola bustina con 2 viti e fischer per il montaggio (opzionale), i connettori a morsetto per il collegamento al citofono esistente, un cacciavite a doppia testa senza troppe pretese – comunque presente, dettaglio non scontato – e la documentazione di avvio rapido. La batteria è già montata nel Ring, e a parte il cavo di ricarica non c’è un caricabatterie a meno di non prendere la versione con batteria aggiuntiva. Questo aspetto è importante: non c’è nessun cavo da far passare per raggiungere una presa, nè fori da praticare, nessuna modifica strutturale da richiedere all’amministratore del condominio. Questo vale anche per il montaggio, perché è possibile evitare di fissare il Ring alla parete con le viti utilizzando esclusivamente le due strisce adesive pre-applicate sul retro del dispositivo, e più che sufficienti a mantenerlo ancorato a lungo termine.

Il dispositivo fisico è una piccola unità quadrata in plastica bianca opaca, con dimensioni contenute e profilo piatto. Non ha pretese estetiche: è progettato per passare inosservato accanto al citofono originale, che rimane al suo posto e continua a funzionare normalmente. C’è solo un LED di stato che si accende quando l’Intercom ottiene un segnale. La filosofia di Ring è dichiarata e coerente: il dispositivo si affianca all’esistente, non lo sostituisce, e questo ha una conseguenza pratica molto rilevante: se la connessione internet cade o il dispositivo smette di funzionare per qualsiasi ragione, il citofono tradizionale continua a operare esattamente come prima. Non c’è nessun punto di rottura unico che possa lasciare un condominio senza accesso al portone.

Installazione: niente tecnico, o quasi?

Provando a leggere informazioni sull’installazione del Ring Intercom Video vi ritroverete con messaggi più o meno simili tra loro, che definiscono due macro categorie: quella degli utenti che sono riusciti a far funzionare il dispositivo senza alcun problema e collegando “solo due cavi” e quelli che invece non riescono per niente a farcela. Come mai una differenza così importante? Semplicemente perché la buona riuscita dell’installazione dipende quasi esclusivamente dal modello di citofono presente nell’appartamento, che in alcuni casi rende il tutto molto semplice, mentre in altri finisce con il complicare tutto.

Proviamo a definire l’installazione secondo un metodo classico, ovvero quello di chi ci è riuscito – compreso il sottoscritto. Il collegamento al citofono avviene letteralmente tramite due fili che si avvitano nei morsetti integrati nel corpo del dispositivo. È un’operazione che richiede di aprire il pannello del citofono esistente e identificare i due fili di segnale, un passaggio che può risultare leggermente intimidatorio per chi non ha mai lavorato con l’elettrica domestica, ma che nella pratica si risolve in venti minuti seguendo le istruzioni animate nell’app Ring, che guidano passo dopo passo in base al modello specifico del citofono. Nel concreto, potreste imbattervi in altri problemi come i morsetti che non hanno più spazio (il che richiede di sfruttare i wago, ma in confezione csolo uno è in confezione), interfacce che non vengono via, dentini saltati, eccetera…E poi c’è il fattore “stacca la corrente”: prima di operare con cavi elettrici è importante staccare la corrente della propria abitazione, ma questo non consente di fare un’installazione pulita dell’Intercom Video dato che la configurazione dipende dal wifi domestico… Quindi, è necessario prima farla offline connettendo tutti i cavi, poi cancellare il dispositivo dall’app e riconfigurarlo da zero.

Per concludere: sì, è verissimo che l’installazione richiede di infilare 2 fili nel BUS del citofono, ma possono esserci complicazioni più o meno facili da gestire se non si è del mestiere.

Passando al lato tecnico, il funzionamento del video è strutturalmente diverso da quello di un videocitofono tradizionale o di una telecamera IP: Ring Intercom Video non ha una propria telecamera. Intercetta il segnale video che il citofono del palazzo genera quando qualcuno suona al portone – lo stesso segnale che normalmente va alla cornetta o allo schermo del videocitofono interno – e lo trasmette via Wi-Fi verso i server Ring, rendendolo accessibile nell’app. Questo approccio ha un’implicazione importante che vale la pena sottolineare con chiarezza: la qualità del video dipende interamente dalla telecamera già installata nel citofono condominiale, non da Ring. Se quella telecamera è vecchia, in bianco e nero, o ha una risoluzione bassa, l’immagine che arriva sull’app sarà di quella qualità. L’unica manovra concessa al Ring è di migliorarla tramite preset e regolazioni base (come luminosità e contrasto).

Rispondere al citofono dal treno

La connettività richiede una rete Wi-Fi a 2,4 GHz – non 5 GHz – il che significa che il segnale deve arrivare in modo sufficientemente stabile fino al punto dove è installato il dispositivo, tipicamente nell’ingresso dell’appartamento. Un dettaglio importante da considerare per gli appartamenti grandi in cui sono presenti anche più citofoni. Detto ciò, in condizioni ideali l’esperienza d’uso quotidiana è il vero punto di forza del prodotto. Quando qualcuno suona al portone, l’app Ring invia una notifica push sullo smartphone entro pochi secondi – nella grande maggioranza dei casi meno di cinque – con un’anteprima fotografica del visitatore (la funzione Visitor Snapshot) che permette di capire chi c’è prima ancora di aprire l’app. Toccando la notifica si apre la schermata di chiamata con il flusso video live e i tasti per rispondere, aprire il portone o ignorare. La comunicazione bidirezionale – il microfono e l’altoparlante del dispositivo usano quello del citofono condominiale – è chiara e comprensibile, paragonabile alla qualità di una normale telefonata.

La funzione che cambia maggiormente le abitudini quotidiane è la possibilità di rispondere da qualsiasi luogo: al lavoro, in palestra, in un altro paese. Chi riceve molte consegne a domicilio, chi ha persone anziane o bambini in casa, o semplicemente chi non sente mai il citofono perché è in fondo all’appartamento, trova in questo dispositivo una soluzione concreta a problemi concreti. Le chiavi virtuali per gli ospiti – dette Virtual Guest Key – permettono di generare accessi temporanei con orari e date specifiche, utili per dare accesso a un tecnico, a un corriere o a un familiare senza dover essere fisicamente presenti.

Trattandosi di un dispositivo Amazon, gli utenti della piattaforma possono godere di una serie di funzionalità integrate, tra cui la più ovvia: con l’Intercom, l’integrazione con Alexa è nativa. Ciò permette di aprire il portone con un comando vocale, ricevere annunci sugli smart speaker quando suona il citofono, e gestire l’accesso senza toccare lo smartphone con scenari creati ad hoc – anche se i bug con le skill non mancano, a quanto si legge in rete. L’integrazione con Google Assistant funziona con qualche passaggio aggiuntivo, mentre Apple HomeKit non è, al momento, supportato. Con l’aggiornamento di marzo 2026, sono arrivate funzioni che hanno reso ancor più popolare la linea di videocitofoni Ring: la cronologia video e audio fino a 180 giorni con abbonamento Ring Protect, le risposte rapide automatiche preregistrate per quando non si può rispondere, e le zone di privacy per oscurare parti specifiche dell’inquadratura – utile negli edifici dove la telecamera riprende aree comuni o appartamenti vicini. La cronologia degli eventi e le risposte automatiche sono disponibili solo con abbonamento a pagamento, il che significa che chi non sottoscrive il piano Protect ottiene un dispositivo funzionale ma privato di alcune delle funzioni più utili, in particolare la possibilità di rivedere chi è passato quando non si era disponibili. C’è anche una funzione dedicata ai corrieri Amazon che consente di rendere più facili le consegne (e gestirle).