Pur trattandosi di un cammino lungo e senza fretta, il porting di titoli tripla A su Nintendo Switch continua inesorabile, ed in questo insolitamente caldo ottobre 2023 vede il turno di Borderlands 3, uno degli sparatutto con sfumature di genere più amati del recente periodo videoludico, rigorosamente in versione Ultimate Edition comprensiva dei 5 DLC pubblicati e di vari contenuti dedicati ad equipaggiamento e skin aggiuntive. Insomma, tantissima carne al fuoco per gli amanti della console portatile, che finalmente possono mettere le mani su una nuova maxi produzione.

Borderlands 3 Ultimate Edition – Recensione

Caos portatile

Il caotico sparatutto di Gearbox lo conoscono ormai tutti, un gruppo di cacciatori del tesoro senza freni che, all’interno di un contesto assolutamente al di sopra delle righe e spesso volutamente nonsense, ci porterà ai titoli di coda all’incirca dopo 40-50 ore di gioco considerando i DLC a bordo della ricchissima versione per Switch. Il grosso delle modifiche dedicate alla portatile nipponica sta nel supporto dei sensori a bordo della stessa. Rappresentando un po’ il cavallo di battaglia tecnologico della Switch, sarebbe stato un po’ deludente non dedicarsi ai giroscopi e ai sensori di movimento, e fortunatamente in Borderlands 3 Ultimate Edition queste implementazioni sono evidenti grazie all’ausilio di un buon livello di scalabilità sul trigger della sensibilità. Un po’ come già avvenuto con le versioni per console, apprezzabile il supporto della mira assistita (tema ancor più importante su Switch) con cui è possibile ricevere un aiuto non invasivo in termini di gunplay, e che ben si sposa con il bilanciamento dei sensori anche giocando da “pro” con i joycon separati.

Tra le perplessità più importanti che hanno accompagnato l’uscita del porting Switch del capolavoro Gearbox, sicuramente trovano rilevanza i temi tecnici legati alla qualità e pulizia delle texture e alla stabilità del gioco nei suoi momenti più concitati. Sotto questi punti di vista, non posso che lodare il lavoro del team di sviluppo nell’essere riusciti a proporre un porting solidissimo che mantiene un alto framerate in qualunque circostanza senza sacrificare molti dettagli. Detto che il particolare comparto grafico di Borderlands ben si presta a questo genere di trasposizioni, la versione per Nintendo Switch va a sacrificare un po’ di pulizia e di qualità in generale, eliminando alcuni bordi (le marcature classiche del cel-shading) e “pastellando” i colori spesso in modo importante. Il colpo d’occhio generale è comunque notevole se rapportato ad altri titoli usciti su Switch, e a meno di non possedere anche la versione per console principale queste differenze passeranno del tutto inosservate.

Passando invece ai contenuti, non è la prima volta che gli utenti Switch si riscattano dall’attesa usufruendo di un’opera nella sua versione più completa. Se di per sé Borderlands 3 è già uno degli sparatutto più longevi e soddisfacenti dell’ultimo decennio, questa Ultimate Edition porta, come detto in apertura, ad una serie di contenuti aggiuntivi in grado di offrire diverse ore di intrattenimento in più, un altro motivo per provare l’esperienza sulla console portatile.