NBA 2K25 è l’ultima iterazione della celebre serie di simulazioni di basket sviluppata da Visual Concepts e pubblicata da 2K Sports. Disponibile dal 6 settembre 2024, il gioco è fruibile su diverse piattaforme, tra cui PC (Steam ed Epic Games Store), PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Con ogni nuova uscita, NBA 2K cerca di alzare l’asticella in termini di realismo e coinvolgimento, e quest’anno non fa eccezione. Il team di sviluppo ha lavorato sodo per migliorare vari aspetti del gioco, dalle animazioni ai meccanismi di tiro, cercando di offrire un’esperienza sempre più vicina alla realtà del basket professionistico, partendo dalle solide basi del capitolo precedente.

NBA 2K25 – Recensione

Novità a canestro

Migliorare un gioco che è da sempre padrone del proprio spazio non è semplice, a maggior ragione se già gode di tutta la fiducia e la stima possibile dei fan. La ricerca di un nuovo step evolutivo è però obbligatorio se si vuole mantenere alto lo standard, e così anche quest’anno 2K ha studiato nuovi modi per migliorare la propria simulazione, mettendo mani alle tecnologie lanciate nelle scorse edizioni o introducendone di nuove. Per iniziare, non possiamo non citare l’ampliamento delle animazioni che fanno capo al ProPLAY, l’anno scorso rilegato alla trasposizione videoludica e puntuale di specifiche movenze di alcuni giocatori. Per questa stagione, grazie all’uso smodato dell’intelligenza artificiale, il team di sviluppo è stato in grado di introdurre il ProPLAY ad un parco giocatori ben più ampio, anche se nel complesso la tecnologia non incide in modo così lampante. Come quasi ogni anno è stato modificato anche il comportamento di alcuni giocatori in fase di non possesso; in questa edizione sono i nostri compagni ad aver subito un piccolo rifacimento dell’IA in fase di attacco, cercando con più frequenza di sfruttare gli spazi avversari per ottenere un passaggio chiave.

Le migliorie più sensibili riguardano invece la fase di tiro, che ha coinvolto ben tre novità. Anzitutto c’è il Pro Stick Rhythm Shooting, una sorta di tiro manuale eseguibile con il movimento dello stick, prima verso il basso per avviare il colpo, poi verso l’alto nel momento giusto per lasciare andare il pallone. Poi c’è lo Shot Cancelling, che più in generale fa parte del “free-flowing” promosso da 2K per dare via libera ai possibili approcci al gioco, lontano da qualunque binario preimpostato. Tramite questa meccanica, l’utente può infatti avviare una fase di tiro e al momento giusto annullarla, creando una vera e propria finta ai danni degli avversari. Se riuscita, questa mossa può portare a interessanti sfaccettature tattiche, come quella di saltare l’avversario, creando superiorità numerica, oppure sgusciare a lato dello stesso in favore di un passaggio o una schiacciata. Come ultima novità dedicata alla meccanica del tiro troviamo lo Shot Timing Profiles, la meno interessante per i navigati, in quanto consente sostanzialmente di regolare la difficoltà del tempismo richiesto per produrre un buon tiro. Al netto di queste evoluzioni dedicate perlopiù alle tecnologie di base di cui gode il gioco, NBA 2K25 ingloba tante altre piccole migliorie di gameplay, che coinvolgono un po’ tutti gli aspetti di una partita. Nel complesso non si tratta, ovviamente, di un gioco così diverso da quello della passata stagione, ma alcuni difetti possono dirsi limati.

Un’esperienza che non stanca mai

Passando alle modalità, il meccanismo di miglioramento è pressochè identico a quello del gameplay, ovvero piccoli rifacimenti (o ripensamenti) sparsi qua e là al fine di far progredire ulteriormente l’esperienza utente. La modalità principe, MyCAREER, è molto diversa se intrapresa con un personaggio maschile o femminile, con quest’ultima appena abbozzata in termini narrativi e di gameplay. Scegliendo un personaggio donna, infatti, l’unica scelta disponibile sarà quella di partire come sconosciuta o giocatrice di esperienza, in entrambi i casi alla prima occorrenza in NBA. Al contrario, con un alter ego maschile disporremo di tutte le funzionalità tipiche della MyCAREER, che vanno da una storia, al solito coinvolgente “a piacere”, alla possibilità di sfruttare la città, per l’occasione rimpicciolita al fine di risultare più raccolta e facilmente navigabile. La vera aggiunta alla modalità sta nella possibilità di rivivere alcuni momenti passati del giocatore, in una sorta di flashback che aggiunge qualche contenuto narrativo extra. Al netto del ritorno dell’Auction House, anche il MyTeam non ha subito modifiche sostanziali all’impianto di gioco, lasciando ancora troppa importanza ai VC e poche possibilità per ottenerne senza mettere mani al portafoglio.

Il lato tecnico è quello che, come da aspettative, risulta aver subito meno evoluzioni di tutto il gioco. NBA 2K25 è sostanzialmente una conferma del comparto grafico della passata edizione, salvo alcune rinfrescate a ciò che avviene fuori dal campo di gioco e alle già citate introduzioni del ProPLAY sul fronte delle animazioni. Le tracce musicali che da sempre contraddistinguono il gioco fanno la differenza anche in questo capitolo, così come i vari effetti ambientali di corredo.