NBA 2K26 arriva in campo con tutto l’entusiasmo degli appassionati di basket, pronto a migliorare il suo predecessore con alcune meccaniche riviste e modalità rinnovate. Sviluppato da Visual Concepts e pubblicato da 2K su PlayStation 5, Xbox Series X/S, PC, Nintendo Switch 2, e anche versioni per PS4, Xbox One e Switch (più esattamente versioni “last-gen” con feature ridotte) con cross-play disponibile ma limitato alle console ammiraglie current gen. Il titolo punta a migliorare mobilità, precisione, realismo nei tiri e nella difesa, l’universo MyCAREER, MyTEAM, MyNBA e The W. Difatti, una delle novità più rumorose è che per la prima volta MyTEAM integra anche le giocatrici della WNBA all’interno delle carte, permettendo squadre miste.
NBA 2K26 – Recensione

Carriera tra sacrifici e soddisfazioni
Come sappiamo, anche se si tratta di un titolo sportivo la serie NBA 2K cerca ogni anno di proporre un cosiddetto “arco narrativo” attraverso la modalità carriera con la solita MyCAREER, una sorta di “viaggio da zero a leggenda”. Tu crei un MyPLAYER e passi da rookie a star del parquet tra allenamenti, incontri, cifre di contratto e momenti da copertina. Non c’è una sezione campagna scritta come in altri titoli, ma la durata di questo arco di gioco è dipendente dalla dedizione: se ti concentri solo sul salire tra i ranghi in MyCAREER, puoi arrivare tra le 10 e 20 ore di gioco attivo prima di sentirti “arrivato”. Aggiungendo il tempo speso in MyTEAM, City, The W e modalità online, l’esperienza può allungarsi, chiaramente, per centinaia di ore. Fortunatamente nella carriera non c’è da annoiarsi, anche perché il tema e l’ambientazione cambiano spesso: dalle gare ufficiali ai gym, dalla City con hub sociali ai cortili online e login al parcheggio con squadre costruite. Personaggi veri non ce ne sono – ci sono commentatori, allenatori NPC e compagni generici, ma niente che somigli a una trama profonda. Tuttavia, il senso del racconto lo crei tu con la tua carriera, le tue scelte (sponsorizzazioni, stili di gioco, scelte estetiche per il tuo avatar), e i movimenti nell’ambiente di gioco. Se cerchi una narrativa lineare con un inizio e una fine definiti, NBA 2K26 non è il titolo che offre questa esperienza. È piuttosto un sandbox sportivo che misura quanta voglia hai di costruire una leggenda.

Rimbalzi, tiri ritmici e tattiche in evoluzione
Il gameplay di NBA 2K26 si basa sulla tecnologia ProPLAY, ora più raffinata che mai. Il nuovo Dynamic Motion Engine usa dati reali e machine learning per restituire movimenti più fluidi e realistici. I dribbling, le partenze, i passaggi, i tagli off-ball hanno peso, velocità e fisicità diverse rispetto al passato. Le posture delle gambe e dei piedi si adattano dinamicamente al campo, e ogni giocatore si muove in modo unico secondo il suo stile, tutto più bello da guardare e da giocare. Il Rhythm Shooting è stato aggiornato: tiri, layup, floater, fadeaway richiedono un tempismo preciso, e non basta premere il pulsante senza senso. Il colpo perfetto richiede attenzione: adesso c’è più controllo sulla traiettoria, meno errori casuali, e i tiratori più abili vengono premiati davvero. Nei livelli di difficoltà alti il timing dei tiri e delle schiacciate è universale, cioè deve essere accurato. I lunghi possono eseguire mosse in post-game nuove, come shimmy floaters e up-and-unders, e puoi montare stili di layup ispirati ai tuoi eroi preferiti. La difesa è più tattica. Il sistema degli aiuti difensivi è ridisegnato: i difensori in aiuto reagiscono meglio quando l’attaccante va verso il canestro, collassano più spesso e si riposizionano più velocemente sui tiratori. Rebound timing richiede tempismo (premi il tasto nel momento giusto per prendere rimbalzi), ci sono più collisioni tra giocatori, contatti più realistici. Nascono meccaniche come Quick Protect, che permette al portatore di palla di proteggersi da steal, e vari tipi di passaggi e alley-oop più strategici.
MyCAREER offre personalizzazione del MyPLAYER con un sistema di abilità, attributi e potenziamenti (Gatorade boosts, miglioramenti di agilità, tiro, difesa). Le abilità si sbloccano progredendo, ma il sistema resta accessibile: non aspettarti un albero complesso come in un RPG, più che altro ti concentri sui punti giusti per far crescere il tuo stile. Il sistema di progressione garantisce una curva che può essere accelerata con virtual currency (VC) o giocando parecchio—e qui arrivano i difetti. I difetti sono concreti: il gioco resta dipendente dalla VC, e chi investe soldi reali va avanti più veloce. Questo si riflette anche nel competitivo: creare un MyPLAYER top richiede ore o denaro, e può creare disuguaglianze nel match up online. Inoltre, alcune meccaniche nuove sono belle sulla carta ma in partita sembrano pesanti: ad esempio, il nuovo ritmo di dribbling è realistico, ma a volte ti senti rallentato, come se i controlli fossero meno reattivi, soprattutto nelle fasi freneticamente veloci. L’IA a volte compie drive-and-kick automatici che sembrano forzati, e non sempre porta vantaggi reali.
MyTEAM, pur integrando per la prima volta le WNBA, presenta disequilibri: le giocatrici hanno attributi inferiori in alcuni contesti, anche se il sistema cerca di bilanciare. Le modalità cooperative e competitive sono tante (MyTEAM, The W, City hub, Play Now), ma l’esperienza può sembrare frammentata, con menu lunghi e tempi di caricamento tra una modalità e l’altra. MyNBA Eras e MyGM hanno novità (scenari offseason, coaching AI), ma non stravolgono la formula.

Luci, framerate e qualche stoppata
Grafica e resa visiva sono top su Gen 9: su PS5, Xbox Series X/S e PC, i modelli dei giocatori, le luci del parquet, le espressioni facciali, i riflessi sul pavimento lucidissimo fanno effetto. ProPLAY migliora non solo i movimenti, ma anche l’illuminazione dinamica delle arene. Su Xbox Series X/S puoi raggiungere anche 120 fps in alcune modalità, mentre in 4K stabilmente a 60 fps. I caricamenti sono rapidi, anche se nelle transizioni tra modalità online possono esserci micro-sospensioni. L’audio segue bene l’azione: telecronaca più reattiva, corianti tifosi, rumore dei passi, scuotimento dei tabelloni, respiro dei giocatori. Musicalmente c’è la tipica playlist curata da 2K con hip-hop, rap e qualche pezzo festoso, perfetta per le pause o la City.
Cross-play: PS5 e Xbox Series possono sfidarsi online, una scelta benvenuta. PC e Switch 2? Non possono interagire con altre console, il che limita le possibilità offerte alla comunità. Anche la cross-progression è limitata alle due console principali; questo vuol dire che con un account puoi portare il tuo MyPLAYER dalla gen precedente alla gen successiva su console Sony e Microsoft, ma non sulle altre piattaforme. Anche se il lato tecnico rimane riuscitissimo, tra i difetti tecnici su PC si segnalano bug grafici in alcuni overlay menu, crash sporadici in MyTEAM, e performance altalenanti su hardware medi. La versione Switch 2 è chiaramente meno spettacolare sul fronte visivo, con frame rate a volte instabile e texture meno definite. Anche su console ci sono glitch minori: giocatrici WNBA che spariscono al passaggio tra roster, o transizioni in MyCAREER che cambiano di risoluzione. Niente di così impattante, ma il tanto che basta per stonare in un titolo tripla A ormai strutturalmente consolidato.

