Tornare a parlare di Red Dead Redemption e vederlo approdare su PC dopo ben 14 anni dalla pubblicazione originale è cosa semplice e gradita, vuoi perché si tratta di una perla indiscussa per il panorama videoludico, vuoi perché l’indiscusso successo del secondo capitolo ha indubbiamente riacceso le fiaccole della nostalgia di molti. E così, cavalcando i numeri del trionfo di Red Dead Redemption 2, che ancora oggi intrattiene milioni di giocatori, Rockstar Games rilancia su Steam la sua prima opera western con il suo add-on Undead Nightmare, acclamata dai fan per la narrativa avvincente e le meccaniche di gioco che ancora oggi sanno essere innovative. Cosa aspettarsi da questa nuova versione del selvaggio West, oltre ad una grafica migliorata? Scopriamolo.

Red Dead Redemption PC – Recensione

Dove eravamo rimasti?

Un breve ripasso è d’obbligo per i pochi che non hanno avuto modo o interesse di giocare il titolo sulle console. Read Dead Redemption si svolge nell’iconico Far West, una terra di sconfinate praterie, deserti infuocati e cittadine polverose. Il protagonista, John Marston, è un ex fuorilegge in cerca di redenzione, costretto a lavorare per il governo per salvare la propria famiglia. La trama è una corsa contro il tempo, ricca di incontri con personaggi memorabili e missioni che spaziano dal cacciatore di taglie alle rapine in banca, passando per le immancabili sessioni di caccia presenti nel secondo capitolo. Chi ha cominciato la serie dalle vicende di Arthur Morgan avrà già capito che la storia di Marston raccontata in questo capitolo parte proprio dopo i titoli di coda di Red Dead Redemption 2, tradendo un po’ la numerazione della serie, ma il filo conduttore tra le due opere Rockstar non finisce certo qui, con le dovute spaccature di gioco obbligate dal tempo trascorso tra le due avventure. Dal punto di vista del gameplay, Read Dead Redemption è sostanzialmente la struttura base su cui poggia l’esperienza del buon Arthur, dunque chi ha amato la giocabilità garantita con quest’ultimo amerà, a sua volta, quella ottenibile con John, seppur più basilare. Il mondo di gioco, infatti, non è così elaborato e stratificato come l’ultimo capitolo, così come il comportamento dell’IA che muove i nemici umani e soprattutto la fauna presente nel gioco, ed anche i combattimenti a cavallo non sono così precisi come il suo successore.

Cavalcate in 4K

Il fatto che Red Dead Redemption sia stato un successo colossale lo rende anche oggi un gioco che farebbe “la cresta” a molti titoli odierni, vuoi per la pletora di attività che è possibile intraprendere durante le rilassanti cavalcate (come da precursore di molti altri open world che da lì a poco avrebbero invaso il panorama videoludico) vuoi per alcuni aspetti paradossalmente più riusciti sul primo capitolo che sul secondo, come le quest legate alle taglie (in RDR 2 rilegate perlopiù a Red Dead Online), l’utilizzo del Dead Eye e la presenza di Undead Nightmare, uno dei contenuti aggiuntivi a tema zombie più azzeccato in generale.

Ma quali sono le novità della versione PC 2024? Considerando l’eccellente stato di salute di Red Dead Online, era lecito non aspettarsi vere e proprie aggiunte al gameplay, e così è stato, dunque i cambiamenti si riconducono esclusivamente alla componente grafica. Double Eleven ha lavorato sostanzialmente ad una conversione tecnica, portando il titolo alla risoluzione nativa di 4K con tutte le varie tecnologie di ultima generazione a corredo, e raffinando di conseguenza la pulizia delle texture e degli effetti particellari. Il risultato è un gioco che, sì, mostra i suoi anni, ma in modo genuino ed attuale, mantenendo una godibilità di fondo che non ha pari, risultando in una sorta di Remastered ben più pregevole della media. Nonostante si tratti di un’edizione ad hoc, ottimizzata e testata come si deve, in alcuni contesti si evince comunque un po’ di instabilità che impatta il framerate, non dovuta alla configurazione del sistema considerando il quantitativo di memoria richiesto, relativamente basso.