Dopo ben 13 di assenza da qualsiasi campo tennistico, la serie 2K torna ad armarsi di pallina e racchetta, e lo fa prendendosi subito il trono del segmento. TopSpin 2K25 è il titolo che aspettavano in molti, forse non così completo e solido come altre opere del produttore (su tutte, l’ovvia controparte NBA) ma rappresenta senz’altro un punto solido da cui partire per costruire nuovi successi. E, pur non essendo avvezzo al genere, anche Hangar 13, team di sviluppo incaricato di riportare in auge la serie, pare essersela cavata bene.

TopSpin 2K25 – Recensione

Questione di feeling…con la pallina

Il mercato videoludico non brilla certamente di titoli dedicati al tennis. Nell’ultimo decennio sono stati vari i tentativi di proporre qualcosa di vincente e/o innovativo, magari partendo da un livello di budget non altissimo e puntando sulle idee, ma i risultati sono stati parecchio deludenti nel complesso. Non è quindi un caso se TopSpin 2K25 fonda la sua esperienza su basi diverse e, sulla carta, più solide della concorrenza, affidandosi ad un gameplay che intende instradarsi sul binario della simulazione, pur comunque non così preciso e solido come altre produzioni sportive. E così, trattandosi di uno sport in cui il tempismo ed il posizionamento sono due aspetti praticamente vitali, anche l’opera Hangar 13 parte dai medesimi concetti e ne fa un mantra di tutta l’esperienza di gioco. Non è, quindi, consigliato saltare il tutorial proposto dal leggendario John McEnroe, durante il quale, oltre a ripassare i fondamentali dello sport cominceremo anche a prendere familiarità con quei concetti di tempismo e posizionamento che dovranno tornarci in mente ad ogni partita.

Colpire la pallina nel modo più opportuno e desiderato in TopSpin 2K25 vuol dire considerare (e calcolare) fattori come la velocità della stessa, la distanza del personaggio controllato e la modalità di ribattuta, premendo il tasto nel momento più idoneo, opportunamente segnalato con un piccolo segmento verde. In risposta, la potenza del colpo verrà invece influenzata dalla pressione esercitata sul tasto, un po’ come avviene quando si va a tiro con altri sportivi. Più che col basket, qui il paragone migliore è con i calcistici, dove potenza, riuscita ed efficacia dei tiri dipendono più o meno dagli stessi fattori: posizionamento, pressione del tasto e, nelle modalità manuali, tempismo. In TopSpin 2K25 la curva di apprendimento è ripida, specie se siete tra quei videogiocatori che odiano partire dalle difficoltà più basse: a meno di non avere già esperienza, scordatevi di sopraffare tutti alla difficoltà media fin dall’inizio, perché servirà molto allenamento e una certa padronanza del gameplay prima di riuscire ad effettuare gli scambi desiderati. La nota positiva dell’esperienza Hangar 13 sta anche nel fatto che le stesse difficoltà verranno vissute anche dagli avversari, perché si tratta di un titolo in cui, apparentemente, finalmente anche l’IA tende a sbagliare o a commettere errori più o meno grossolani. Certo, per aumentare la frequenza degli errori della CPU dovremo metterci del nostro, obbligando l’avversario a risposte difficili e rischiose, e qui il modo per riuscirci sarà tutta farina del proprio sacco, cercando soluzioni dal fondo o dalla rete, o con giocate potenti o intelligenti, buttando sempre un occhio alla barra della resistenza.

Missione: numero 1

Il comparto modalità di TopSpin 2K25 ha chiare ispirazioni alla produzione per NBA, ma non è, per ovvi motivi, completo e funzionale come lo stesso. A fare la voce grossa è l’onnipresente carriera, in cui il nostro tennista dovrà muoversi in un contesto di calendarizzazione mensile, bilanciando la partecipazione alle varie competizioni per scalare la classifica mondiale con l’ovvio affaticamento per i viaggi e gli infortuni. Un po’ come avviene nelle competizioni reali, anche qui dovremo decidere se vale la pena partecipare ad una competizione mettendo alla prova il fisico per guadagnare una manciata di posizioni, oppure rinunciare e riposare un po’, rischiando però un sorpasso in classifica. A lungo andare, accumulando vittorie ed esperienza, potremo rendere il tutto un po’ più semplice e funzionale acquistando alloggi per facilitare gli spostamenti o cambiare allenatore per progredire al meglio le caratteristiche del nostro personaggio – la cui crescita è affidata ad un sistema di livellamento con meccaniche ruolistiche. All’esperienza di carriera è legato anche il famoso comparto di microtransazioni qui, però, meno vincolante e presente rispetto ad NBA, nonché legato a fattori assolutamente facoltativi.

Al netto della carriera, ci sono poi altre modalità di gioco che vanno dalle partite amichevoli ad un buon comparto online fatto sia di co-op che di partite classificate (per ora queste ultime in 1vs1). La programmazione di nuove feature e la presenza delle stagioni fa quindi ben sperare in termini di longevità del titolo sul piano multiplayer.

Considerando a quanto ci ha abituati il publisher in termini di licenze e precisione grafica, il lato tecnico di TopSpin 2K25 lascia intravedere la natura sperimentale del titolo da parte di 2K, che almeno per questa edizione non ha voluto giocarsi tutte le sue carte, limitando di conseguenza gli investimenti. La natura cross-gen del gioco evidenzia fin troppo bene la similitudine con l’ultimo titolo della serie, presentando da una parte un buon comparto animazioni, e dall’altra dei modelli poligonali decisamente non all’altezza di un titolo di nuova generazione, in cui figurano pochi atleti dotati di licenza e tante assenze importanti, tra cui gli attuali numeri 1 e 2 del ranking ATP, ovvero Djokovic e Sinner. Anche le leggende non sono poi molte, ma paradossalmente più dei tennisti in attività che mi sarei aspettato di vedere licenziati, tra cui spicca il duo femminile Sharapova-Williams. Sul piano delle competizioni, invece, nulla da dire: tutte dotate di licenze, nonché ben rappresentate nei limiti della qualità tecnica complessiva. Al netto di un comparto grafico su cui è evidente la volontà di non investire troppo in attesa della risposta del mercato, sul fronte tecnico il gameplay è piuttosto solido, se non per l’identica esperienza proposta tra i terreni di gioco: che si giochi sull’erba piuttosto che su terra rossa o cemento non fa praticamente alcuna differenza, né per la resistenza ed il feeling degli atleti né per la fisica che muove la pallina.

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VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
TopSpin 2K25 rappresenta un buon inizio, un titolo vitale per tutti i fan del mondo tennistico, rimasti all’asciutto di un simulativo all’altezza delle aspettative per troppi anni. Non si tratta di una soluzione definitiva né in termini di gameplay né per ciò che concerne modalità e licenze, ma l’approccio scelto da 2K per verificare la risposta del pubblico è comprensibile. Le premesse sono interessanti: speriamo sia l’inizio di un nuovo ciclo.
PRO
Gameplay tecnico e sfidante
Una buona ripartenza per un titolo rimasto fermo per anni
CONTRO
Tra gli atleti licenziati mancano molti voti noti
Comparto grafico obsoleto

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