Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Two Point Studios, affermata software house specializzata nella realizzazione di gestionali tanto completi quanto bizzarri. Dopo il simulatore dedicato agli ospedali e quello per i campus universitari, il team inglese (composto da ex membri che hanno messo le mani su titoli come Fable, Black & White e Theme Hospital) ci catapulta in un nuovo, ambizioso, progetto: diventare i proprietari del museo più prestigioso della contea di Two Point! Questo l’obiettivo di Two Point Museum che, nel pieno rispetto delle caratteristiche dei titoli dello studio, mescola sapientemente un’ottima struttura gestionale ad eventi catastrofici e divertenti, con l’obiettivo di proporre agli utenti sessioni di gioco rilassanti e assuefacenti.
Two Point Museum – Recensione

Fattore ‘C’
La campagna mascherata da tutorial con cui il team di sviluppo ci presenta il nuovo Two Point Museum è molto importante per comprendere appieno le dinamiche gestionali di un titolo così stratificato. Tutto parte, come sempre, dalla necessità di risollevare le sorti di una struttura esistente, in questo caso un museo lasciato vuoto e puzzolente dal precedente proprietario, e dunque privo di qualsivoglia comfort per i visitatori. Sull’orlo della chiusura, questo museo ha bisogno di nuova linfa, da un paio di attrazioni in più a qualche cartellone informativo. Non ha persino una biglietteria tramite cui garantire l’accesso ai visitatori! Insomma, nel più classico dei processi guidati, l’assistente ci indicherà tutti gli step necessari per riprendere in mano questa struttura, presentandoci la modalità di creazione, l’assunzione degli addetti ai lavori e come funzionano le spedizioni, parte integrante del sistema di crescita dell’edificio.
Come avrete già intuito, Two Point Museum si caratterizza per essere un complesso simulatore che mescola la gestione del personale ai requisiti di manutenzione del museo stesso, fino ad accrescerne l’appetibilità nei confronti dei visitatori attraverso manufatti ed attrazioni sempre più interessanti. Il comune denominatore di tutti questi elementi è il fattore ‘C’. No, non si tratta di fortuna, bensì di Conoscenza e Coinvolgimento. Al di là di quanto sarà figo costruire il proprio museo e farlo crescere, per raggiungere questi scopi l’obiettivo primario in Two Point Museum sarà quello di fatturare, guadagnare sempre di più per soddisfare i nostri stessi capricci di ambizione infinita. Per farlo, dovremo contribuire ad elargire, appunto, conoscenza e coinvolgimento all’interno delle nostre mura museali, attraverso gli strumenti messi a disposizione dal simulatore. Trattandosi di indicatori tra loro connessi, ed avendo una libertà pressochè infinita nel posizionare ogni elemento, dalle attrazioni agli oggetti decorativi, il team di sviluppo ha messo insieme un certo set di tecniche per garantire bonus rispettando di determinati requisiti sommersi. Ad esempio, posizionare due attrazioni dello stesso tipo nella stessa stanza aumenterà il coinvolgimento, così come prevedere accanto ad ogni oggetto esposto il relativo cartello informativo aumenterà la conoscenza diffusa dal museo. La combinazione di questi due fattori ‘C’ porterà ad aumento dell’appetibilità, sia nei confronti delle esposizioni che del museo in sé, portando, ovviamente, nuovi visitatori. Ed è altrettanto chiaro che, all’aumentare delle visite, potremo far crescere anche gli introiti attraverso altre tecniche, come il posizionamento strategico di appositi contenitori per le donazioni, la vendita di tour guidati, souvenir e tanto altro.

Big Money
Anche se alla fine della fiera Two Point Museum porta come obiettivo principale quello di crescere attraverso il rigoroso e pianificato aumento degli introiti, il lavoro di Two Point Studios è molto interessante considerando l’insieme di strumenti messi a disposizione per farlo ed un’interfaccia grafica davvero intuitiva che, oltre a limitare il più possibile il numero di click necessari per eseguire un’azione, sfrutta indicatori visivi, popup e tanto altro per limitare la densità di informazioni a schermo. Detto di una GUI davvero ben studiata, il già citato tutorial iniziale servirà anche a dover gestire le varie problematiche in piccolo, prima di dover fronteggiare costi e malumori troppo difficili da contenere. Già, perché, come in tutti i gestionali che si rispettino, per evitare di sprofondare in termini finanziari e qualitativi è assolutamente necessario gestire i problemi in tempo zero. In Two Point Museum parliamo di aspetti quali malumori degli impiegati, pulizia del museo, feedback dei visitatori e costi di manutenzione e crescita. Per fare qualche esempio sparso, il personale dovrà essere motivato con moneta sonante, il museo dovrà essere tenuto costantemente a lucido per non subire danni di immagine, i visitatori dovranno essere coinvolti in tutti i modi, garantendo loro anche i giusti comfort in termini di servizi igienici e smaltimento code.
L’unione dei puntini farà la crescita complessiva del museo, dettata anche dalle spedizioni. Come facilmente deducibile, le spedizioni non sono altro che missioni di ricerca nel mondo, finalizzate a reperire nuovi oggetti da esporre nel proprio museo, ciascuna con un suo grado di difficoltà o area tematica, a patto di aver assunto profili specializzati. Salvo alcune possibilità sbloccate attraverso la storia, le spedizioni saranno praticamente l’unica strada per aumentare il prestigio del proprio museo, rappresentando una parte centrale del sistema di gioco. Ad esempio, con il giusto team di esperti potremo decidere di esplorare un’area in cui ci si aspetta di trovare reperti preistorici, oppure del mondo acquatico, e così via, decidendo di volta in volta il grado di profondità della ricerca. Se da una parte una missione più veloce consentirà di ridurre il rischio di incidenti ed il tempo di completamento, dall’altra potrebbe trascurare il reperimento di artefatti importanti; viceversa, una missione più completa ed approfondita ci aiuterà a mettere le mani su oggetti unici, aumentando i tempi complessivi ed il rischio di infortuni – che, a loro volta, impatteranno sia sui costi medici che sulla disponibilità di esperti per le successive ricerche. Al completamento della spedizione, gli oggetti recuperati potranno essere esposti assieme agli altri o venduti, qualora non siano di nostro interesse o addirittura già presenti nella nostra amata collezione.

Un museo su misura
In questa sorta di autofinanziamento per l’espansione dell’edificio, Two Point Museum ci porta anche a ragionare sulle modifiche strutturali necessarie a non far diventare il nostro museo una semplice accozzaglia di teche ed esposizioni. Da questo punto di vista, la libertà concessa dal team di sviluppo è davvero massima, consentendoci di organizzare in qualunque momento il nostro museo esattamente come lo stiamo pensando (e sognando). Nulla ci vieterà di creare una struttura suddivisa in corridoi, aree tematiche o singole stanze, o magari mescolare le varie soluzioni in base alle proprie aspettative. In tal senso, anche il posizionamento di elementi strutturali come le biglietterie, i negozi di souvenir ed i servizi diventa strategico al fine di ottimizzare code, guadagni e coinvolgimento. Tuttavia, la creazione dell’edificio a partire dalle fondamenta fa parte di un livello avanzato in cui si è già padroni delle meccaniche generali, e pertanto da affrontare nella modalità libera. Questa, offre notevoli possibilità di personalizzazione della propria partita tramite vari parametri, spaziando dalla scelta della mappa alla disponibilità dei vari oggetti.
Dal punto di vista tecnico, Two Point Museum conferma l’impianto grafico e strutturale del meno recente Two Point Campus, riciclando stile e parte delle animazioni, ma inserendo una nuova marcia sotto il profilo dell’IA. In questa nuova iterazione simulativa il comportamento degli NPC è senz’altro più naturale e interattivo, con una vasta gamma di animazioni che va ad impreziosire e a rendere particolare la presenza di ogni visitatore. Come già detto, anche l’interfaccia grafica è piuttosto piacevole e ben ragionata, contando su diversi indicatori visivi, popup informativi e schermate ben presentate. In termini audio, come qualsiasi simulatore anche la nostra esperienza al museo viene supportata da tracce musicali di accompagnamento, leggere e spensierate, interrotte solo da rumori ambientali come il vociare dei visitatori e le comunicazioni dagli speaker, sempre molto simpatiche e sul pezzo.

