L’annuncio da parte di Huawei dei nuovi auricolari FreeBuds Pro 4 ha ottenuto un buon riscontro da parte degli appassionati, forte di un design molto elegante e di una qualità sonora davvero soddisfacente. Il colosso della telefonia sembra, però, non volersi fermare al successo dei FreeBuds, e a poco tempo di distanza ha deciso di immettere sul mercato un nuovo modello di auricolari, progettati per garantire un altro tipo di vestibilità ed esperienza d’uso. I nuovi arrivati sono gli Huawei FreeArc, diretti successori dei FreeClip, realizzati con il particolare design “aperto” C-bridge.
HUAWEI FreeArc – Recensione
Caratteristiche fisiche, materiali e design

Il packaging di Huawei FreeArc ricade nei canoni del genere, e propone una confezione molto semplice ed elegante, in cui il dominio del bianco è interrotto soltanto dal wallpaper del prodotto e dal logo del produttore. Una volta rimossa la parte esterna della confezione ci troviamo davanti alla custodia di ricarica contenente al suo interno gli auricolari. L’unboxing finisce praticamente qui: per il cavo di ricarica (USB Type-C) bisogna provvedere in autonomia. La docking station è realizzata quasi completamente in plastica nera opaca, e presenta una superficie molto piacevole al tatto e piuttosto anti-impronte, in cui si evidenzia sulla parte frontale il logo Huawei stampato in grigio.
Al di là della versione scelta (FreeArc è disponibile in nero, grigio e verde) l’uso di tonalità color pastello rende il prodotto davvero molto elegante, adatto anche a contesti lavorativi oltre che ludici. Questa particolare scelta di design la ritroviamo anche negli auricolari stessi, presentati nella custodia all’interno di un alloggiamento magnetico. Le specifiche di design sono presenti ma ben nascoste, come il bordino metallico e leggermente riflettente attorno all’auricolare.
Per riporre gli auricolari all’interno della sua dock dovremo semplicemente seguire le guide già tracciate, che riprendono la forma C-bridge del prodotto stesso e finisce per incrociarli. Da questo punto di vista, da notare la volontà degli ingegneri Huawei di ridurre il più possibile il volume della stazione di ricarica, che si denota in un quadrato di 64 mm per soli 23 mm. Si tratta ovviamente di una custodia più grande rispetto ai true wireles a bottone o in-ear classici, ma lo spazio occupato è comunque essenziale considerando la particolare forma dei FreeArc.
Il design degli auricolari può essere scomposto in tre parti: il C-bridge, che richiama la lettera ‘C’ della forma ed il modo di indossare il prodotto; l’acoustic bean, letteralmente il “fagiolo acustico”, cioè il padiglione che va posizionato all’interno dell’orecchio; il comfort droplet, ovvero l’archetto che va messo attorno all’orecchio, con la parte terminale che ricorda una goccia. Il tutto è realizzato con attenzione sia nei riguardi della pelle che dell’ambiente, infatti, il materiale utilizzato è una particolare tipologia di silicone skin-friendly, ed il prodotto ha ottenuto il premio SDG Smart Green Medal Certification per la sostenibilità.
[ngg src=”galleries” ids=”334″ display=”basic_thumbnail”]Progettazione
Il design C-bridge che contraddistingue Huawei FreeArc ha l’effetto di permettere il cosiddetto Optimal Triangle Design 140 gradi, ovvero un supporto con distribuzione del peso su 3 punti differenti, a sua volta a forma di S (da qui, Lightweight S-Shape Curve Design a sottolinearne anche la leggerezza). Questa nuova forma geometrica è quella che contraddistingue l’archetto, per il quale Huawei ne ha studiato la vestibilità in toto, senza trascurare alcun dettaglio. L’aspetto più interessante riguarda l’utilizzo di un materiale elastico che nel corso del tempo tende ad adattarsi al modo di indossare gli auricolari, così da migliorare il comfort e la vestibilità stessa nel medio periodo. Ho indicato il modo di indossare il prodotto perché non esiste una regola per utilizzare gli Huawei FreeArc, se non indicazioni generali. Per indossarli, bisogna prendere ciascun auricolare e posizionarlo all’interno dell’orecchio, quindi agganciare l’archetto. Dopodichè, è sufficiente trovare la giusta inclinazione per trovare la propria comodità, anche in base alla lunghezza dei capelli o all’utilizzo degli occhiali.
Il vantaggio di possedere auricolari con questo tipo di vestibilità è strettamente legato all’uso che se ne vuole fare. Inutile dire che gli Huawei FreeArc possiedono una marcia in più rispetto ai normali true wireless quando si pensa all’utilizzo durante attività in movimento, come lo sport o banalmente una frenetica corsa verso la metro. Indossando questa tipologia di auricolari, insomma, non rischierete mai di farne cadere uno, e questo può essere un grosso vantaggio per molti. Da questo punto di vista, la chiara volontà di ampliare i contesti in cui è possibile utilizzare gli auricolari è determinata anche dalla certificazione IP57 per la resistenza ad acqua e polvere, così da permetterne l’uso anche sotto la pioggia o in altri contesti ad alta intensità e più sfidanti.
Funzioni ed user experience

Dal punto di vista tecnologico, Huawei FreeArc sfrutta tutti i filtri software del momento. Ad esempio, la tecnologia Open Ear permette di ridurre l’isolamento acustico per ottenere maggiore consapevolezza del contesto circostante. Questa funzione è molto utile quando ci si sposta nel pieno dell’attività urbana, magari tra i mezzi di trasporto, a piedi o in bici, e consente di aumentare il focus nei confronti dei rumori esterni pur senza rinunciare all’ascolto della propria musica preferita. La qualità audio è garantita dai driver ad alte performance NdFeB, in grado di combinare i due algoritmi di cui è dotato ciascun auricolare, ovvero l’Equal-loudness e il Dynamic Bass. L’obiettivo di entrambi è ovviamente quello di garantire un’esperienza audio immersiva e coinvolgente, capace di far vibrare i toni medi ma anche di proporre i bassi alla giusta profondità. Il tutto è completamente personalizzabile, in perfetto stile Huawei, secondo quattro preset.
Nel periodo d’oro dell’Intelligenza Artificiale, non potevano certo mancare nemmeno algoritmi controllati direttamente dal software. In particolare, FreeArc usa l’IA soprattutto in ottica di cancellazione del rumore, al fine di garantire un’esperienza in chiamata pura e cristallina, anche grazie al posizionamento strategico dei 2 microfoni di cui è dotato ciascun padiglione. L’algoritmo di cancellazione del rumore non soltanto promette di filtrare i disturbi più comuni, ma propone una resistenza al vento fino a 4 m/s. Non sono riuscito a testare gli auricolari anche in queste condizioni, tuttavia, posso affermare di aver ottenuto un’esperienza complessiva di alto livello, tanto in ascolto – aspetto in cui un po’ tutti gli auricolari di questo livello riescono a far bene – quanto in chiamata. Da questo punto di vista, assolutamente vitale nel mondo del lavoro, call e conferenze sono filate sempre molto lisce, anche condividendo l’ufficio con colleghi a pochi metri di distanza, a loro volta impegnati in altre chiamate. Nella frenesia del mondo di oggi, non ci si dovrà nemmeno troppo preoccupare della ricarica. Qualora si dovesse rimanere a terra (7 ore di autonomia per gli earbud e 28 con la custodia) basteranno appena 10 minuti di ricarica per ottenere un boost di altre 3 ore.
L’attenzione riposta dai progettisti Huawei trova riscontro anche in altri aspetti. Oltre ad un corposo set di gesture che si avvale di swipe, doppio o triplo tap e pressione lunga, FreeArc supporta l’Audio Sharing su dispositivi con EMUI 13 per condividere lo stream musicale con un altro paio di auricolari FreeArc o FreeBuds. È anche supportato il pairing simultaneo con due dispositivi, così permettere lo switch al volo tra il telefono ed il notebook (o altro device).

