Chi è riuscito a non cadere nel tranello del Black Friday 2024 alzi la mano! In un periodo in cui ho cominciato a mettere a fuoco le potenzialità dei dispositivi smart per la casa, non ho potuto approfittare di qualche forte sconto messo in piedi dal colosso degli e-commerce e relativi fornitori, e tra le offerte importanti mi si è palesato davanti il Lefant M1, il piccolo robottino aspirapolvere lavapavimenti che arriva dal sempre attento mercato della Cina, e più precisamente da Shenzhen. Il Lefant M1 è un robot aspirapolvere che promette di rivoluzionare la pulizia domestica grazie alle sue avanzate funzionalità e al design intelligente, si distingue per la sua capacità di combinare aspirazione e lavaggio in un unico dispositivo. Lefant è un marchio che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni grazie alla sua attenzione all’innovazione e alla qualità, offrendo soluzioni di pulizia automatizzate che semplificano la vita quotidiana.

Lefant M1 – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali

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Il Lefant M1 arriva in una confezione ben organizzata che include il robot aspirapolvere, una stazione di ricarica, un adattatore di alimentazione, un serbatoio dell’acqua da 160 ml, un contenitore per la polvere da 520 ml, due filtri HEPA, una piastra per il lavaggio, due spazzole laterali di ricambio e diversi panni usa e getta per il lavaggio. La confezione è progettata per proteggere il dispositivo durante il trasporto e per facilitare l’installazione iniziale, dato che la scatola originale è stata a sua volta inclusa in un’altra marchiata Amazon. Dal punto di vista fisico, il Lefant M1 riprende la classica progettazione dei robot aspirapolvere in cui è soprattutto l’altezza a fare la differenza. Possiede un design circolare con un diametro di 32 cm e un’altezza di 9,2 cm, che lo rende abbastanza compatto da passare sotto la maggior parte dei mobili e divani ma non sotto tutti gli ostacoli di una casa standard (approfondiremo dopo). Il corpo del robot è realizzato in plastica resistente di alta qualità, con una finitura lucida che gli conferisce un aspetto moderno ed elegante. La torretta LiDAR sporge leggermente dalla parte superiore del dispositivo, ma è ben integrata nel design complessivo.

Le scelte di progettazione del Lefant M1 riflettono un equilibrio tra funzionalità ed estetica. La parte superiore del robot presenta tre pulsanti fisici: avvio/arresto, pulizia spot e ritorno alla base di ricarica. Questi pulsanti offrono un controllo immediato e intuitivo, anche senza l’uso dell’app. La parte inferiore del robot è dotata di due spazzole laterali che aiutano a raccogliere lo sporco dai bordi e dagli angoli, mentre la spazzola principale rotante è posizionata al centro per una pulizia efficace delle superfici. Il serbatoio dell’acqua e il contenitore della polvere sono facilmente accessibili e possono essere rimossi e puliti senza difficoltà.

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User Experience

Il Lefant M1 è dotato di una potente aspirazione da 4000 Pa, navigazione LiDAR per una mappatura precisa e una serie di modalità di pulizia personalizzabili tramite app. Questo robot è progettato per affrontare diverse superfici, dai pavimenti duri ai tappeti a pelo corto, garantendo una pulizia approfondita e senza sforzo. Partiamo anzitutto col dire che la fase di montaggio e accoppiamento non ha avuto grossi problemi, anche se è bene munirsi del libretto di istruzioni e non improvvisare. Dopo aver montato le spazzole laterali, la parte rimovibile con serbatoi e panno, e messo in carica il dispositivo (che va acceso tramite apposito tasto laterale per far partire la ricarica) siamo subito pronti al pairing, da effettuare con una pressione prolungata del tasto accensione, con tanto di guida vocale che confermerà le varie fasi. Per ciò che concerne le funzionalità WiFi vale la pena specificare almeno 2 cose: la prima è che al momento Lefant non ha reso compatibile il prodotto con WiFi 7, quindi dovrete “scalare” allo standard 6; il secondo aspetto da considerare è che come la maggior parte dei dispositivi WiFi per la casa attualmente in commercio, anche l’M1 deve appoggiarsi alla rete a 2,4 Ghz, dunque se disponete di un dual/tri band in casa, assicuratevi di avere la frequenza a 2,4 Ghz separata e il telefono connesso ad essa. Quest’ultima implicazione è molto importante perché, se deciderete di utilizzare la pianificazione delle pulizie tramite app, il telefono dovrà essere sempre connesso alla banda a 2,4 Ghz per poter comunicare con il dispositivo.

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Scaricata l’app ed accoppiato il terminale, dopo aver scelto accuratamente la presa elettrica a cui collegare la docking station che fungerà da “casa” dell’aspirapolvere, con il primo avvio – e per tutte le pulizie successive – il Lefant M1 inizierà a mappare casa. In particolare, per la prima pulizia passerà inizialmente dai bordi per identificare le singole stanze e dopo aver delimitato il perimetro ci tornerà per iniziare la pulizia vera e propria, rigorosamente zig-zag, spazzando davanti e lateralmente e poi lasciandosi dietro l’acqua (sì, è possibile ovviamente diluire un po’ di detersivo, ma visto il serbatoio piccolino non aspettatevi grandi cose). Anche se la mappatura avviene ad ogni pulizia, capite bene che la primissima passata è quella da far riuscire meglio, dunque è consigliato alzare le sedie e rimuovere gli ostacoli in più. In ogni caso, qualora la mappatura dell’appartamento non vi soddisfi, è sempre possibile cancellare la mappa e fargliela rifare da zero.

L’esperienza d’uso del Lefant M1 è generalmente positiva, grazie alle sue numerose funzionalità e alla facilità d’uso. L’hardware del prodotto è robusto e ben costruito, con una aspirazione da 4000 Pa che garantisce una pulizia efficace su diverse superfici. La navigazione LiDAR permette al robot di mappare con precisione l’ambiente circostante, evitando ostacoli e ottimizzando i percorsi di pulizia. Da questo punto di vista ci sono diverse cose da dire. Anzitutto, ho constatato con molto piacere che anche in presenza di ostacoli “frastagliati”, il Lefant M1 insisterà con costanza nel trovare una via di uscita, riuscendoci sempre grazie a tentativi in cui, di volta in volta, il sensore cercherà di correggere la rotta di qualche grado. Ovviamente dovremo essere noi bravi a non complicargli la vita (anche semplicemente per consentirgli di pulire meglio dappertutto) quindi è buona norma tenere gli ostacoli a lato della stanza. Buono anche il comportamento sui tappeti a pelo corto, su cui passa senza il minimo intoppo. Al netto dell’assenza di un meccanismo che gli consenta di sollevarsi di qualche centimetro (quindi no, non scavalca i gradini delle porte per gli esterni o delle zanzariere) il difetto vero del Lefant M1 sta nella pulizia dei bordi: se sperate che passi lungo la cucina a raccogliere le briciole cadute nel perimetro, beh… lasciate perdere. Per non rischiare di sbattere contro i mobili, il robot tende a tenersi a circa 3 centimetri di distanza dai bordi, e le sue spazzole laterali non sono sufficientemente lunghe e sporgenti per arrivare a sfiorarli. Tale difetto di pulizia è colmato dai modelli più elaborati grazie a piccole braccia elettroniche che si estendono proprio per guadagnare più area, ma che qui, anche per ragioni di costi, non sono presenti. Per non rischiare di andare a sbattere, il Lefant M1 non si avventura nemmeno al di sotto di superfici poco più alte di lui, come mobili o divani: l’altezza minima coincide circa con quella del letto.

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Passando alla componente smart, tramite l’applicazione proprietaria è possibile regolare l’intensità di potenza dell’aspirazione fino a tre livelli, ed altrettanti per la quantità di acqua da rilasciare durante la pulizia. È anche possibile impostare aree o punti da pulire con più intensità, monitorare lo stato del dispositivo in tempo reale (analizzando le statistiche) e programmarne le esecuzioni automatiche (anche tramite gli assistenti Alexa e Google). Sfortunatamente non è possibile dare un nome alle singole stanze della mappa, e di conseguenza la funzione di pulizia specifica per una o più camere diventa inutilmente complicata: qualora vi interessi spazzolare solo una parte della casa, vi conviene creare una mappa ad hoc chiudendo le varie porte per delimitare il percorso da seguire; in alternativa, potreste sfruttare la guida manuale o, ancora, delimitare le aree di pulizia in tempo reale.

L’autonomia del Lefant M1 è notevole, con una batteria da 4000 mAh che garantisce fino a 150 minuti di funzionamento continuo. Dalle mie prove, potrei dire che l’autonomia è sufficiente per pulire circa 3 volte un’area di pulizia di circa 60 mq (dato rilevato in un appartamento grande il doppio) prima di dover attivare la ricarica. Una volta terminate le faccende e tornato autonomamente a casetta, la pulizia del dispositivo è semplice tanto quanto la sua messa in funzione: basterà sfilare il corpo che ingloba i contenitori, svuotare quello della polvere (ha una capacità di 520 ml) e infine pulire i filtri con l’apposita spazzolina. Il serbatoio dell’acqua andrà ricaricato ad ogni esecuzione, perché l’M1 tende ad utilizzare tutto il contenuto con un unico ciclo di pulizia.

Tra gli aspetti di contorno ma ugualmente importanti posso citare la navigazione laser con tecnologia FreeMove 3.0 che aiuta il robot sia ad evitare collisioni che a muoversi in assenza di luce, il sensore anticaduta e una rumorosità accettabile: non posso dire che non lo si senta in giro, ma, no, non fa casino!